Rinvii, istanze di fallimento e crollo del CdA: Ferrero nella bufera, Ranieri è l'ombrello

Lorenzo Montaldo

‘Poteva andare peggio, poteva piovere’. Scherzano così i (pochi) tifosi della Sampdoria ancora in grado di abbozzare un sorriso fuori dal Ferraris, dopo un pomeriggio surreale per la squadra di Ranieri. Nel frattempo, scende una pioggerellina fine su Genova e sulle macerie di una Sampdoria uscita demolita dal confronto con la Fiorentina, ma soprattutto smembrata da una situazione societaria quantomeno nebulosa che negli ultimi giorni ha vissuto l’ultima, confusa fase di una vicenda destinata a protrarsi ancora a lungo.

CORI CONTRO FERRERO - La contestazione del Ferraris al presidente Massimo Ferrero è ormai totale. I cori vengono lanciati da parecchi mesi, e provengono da ogni settore dell’impianto genovese, cadenzati però solo all’intervallo e al termine della gara. L’intento è quello di mettere al riparo il più possibile una squadra minata nelle sue certezze da una situazione insostenibile per quanto riguarda i vertici dirigenziali.

DIMISSIONI - Sono proprio i piani alti della Samp quelli che tremano di più in queste ore: l’ultimo scossone è andato in scena l’altro ieri, con le dimissioni del vicepresidente Paolo Fiorentino dal CdA. La decisione dell’ex amministratore delegato di Banca Carige ha generato a cascata la decadenza di tutto il Consiglio di Amministrazione del club genovese. Il motivo? Con un CdA straordinario datato 23 dicembre era stata apportata una modifica allo statuto di U.C. Sampdoria: la nuova normativa prevedeva la decadenza dell’intero organo direttivo in caso di dimissioni di uno dei consiglieri. Così è stato, e il terremoto è servito, a 48 ore da una sfida cruciale in ottica salvezza. A Genova però ci si interroga sulla vicenda: è stata una mossa di Ferrero, pronto ad instaurare un CdA a sua immagine e somiglianza in attesa delle decisioni sulle richieste di concordato, oppure si tratta di una mossa da parte del Consiglio per mettere il Viperetta con le spalle al muro? Ai posteri l’ardua sentenza: quel che è certo è che l’ex braccio destro dell’imprenditore romano, l’avvocato Romei, è stato congedato alla pari di tutto il direttivo doriano.

RINVII - Febbraio e marzo sono mesi di scadenze per Ferrero, che venerdì era atteso dalle Forche Caudine del possibile rinvio a giudizio per il caso Obiang. Nell’ambito dell’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza, il Viperetta veniva accusato di aver distratto fondi dalle casse della Sampdoria, oltre che di fatture false e autoriciclaggio, con l’aggravante dell’abuso delle relazioni di ufficio. La decisione però è stata posticipata, e Ferrero ha ottenuto un altro rinvio: si arriverà almeno sino al 26 giugno. 

SCADENZE - Quello che preoccupa maggiormente la cosiddetta ‘Galassia Ferrero’ è la duplice istanza di fallimento presentata nei confronti di due società riconducibili al numero uno doriano, la Eleven Finance (che detiene in pancia i cinema di Ferrero, tornati all’asta per la seconda volta dal 2016 ad inizio febbraio) e la Farvem Real Estate. Quest’ultima, commissariata, ha debiti per 40 milioni e il 1° marzo si terrà l'asta delle azioni intestate alla ex moglie di Ferrero, mentre entro il 21 marzo l'entourage del Viperetta dovrà presentare un piano di rientro sostenibile e concreto per essere ammessa alla procedura di concordato preventivo. Stessa situazione per la Eleven Finance, che ha un'esposizione debitoria di 121 milioni e per cui l'imprenditore dovrà proporre un piano di rientro entro il 23 marzo. L'asta dei cinema, invece, andrà in scena il 7 maggio. Giova ricordare che la sezione del Tribunale di Roma non accetterà automaticamente le richieste di concordato: se Ferrero non riuscirà a convincere i giudici, verrà dichiarato il fallimento. Una situazione simile l'ha vissuta a gennaio una terza società di Ferrero, l'Abaco 101, dichiarata ufficialmente fallita dopo che il Tribunale ha respinto la richiesta di concordato.

RANIERI - Un quadro del genere non può non avere riflessi sul campo e sulla squadra, che è fragile, modesta tecnicamente, mal costruita in sede di mercato e alla disperata ricerca di certezze. L’ultimo colpo è stato assestato dal crollo del CdA, arrivato a poche ore da una sfida cruciale come quella con la Fiorentina. Impensabile credere che una vicenda del genere non destabilizzasse le stanze di Bogliasco. Pare che Ferrero abbia provato a rassicurare la squadra, evidentemente non riuscendo a infondere tranquillità ad una formazione impaurita, che si è sciolta come neve al sole al primo inciampo tecnico, spazzando via in un solo pomeriggio le certezze faticosamente ottenute da Ranieri in questi mesi. L’assicurazione sulla vita della Sampdoria è proprio lui, l’allenatore saggio pronto ad aprire l’ombrello per tentare di mettere al riparo i calciatori da una situazione insostenibile. In mezzo a una bufera, però, un ombrello può fare ben poco: servirebbe un miracolo, magari ritrovarsi al centro dell’uragano, nell’occhio del ciclone. Per arrivarci c’è la necessità di un pilota navigato ed esperto, che goda della stima totale del pubblico doriano. Ranieri resta l’unico, vero collante tra squadra e tifosi, ma persino un Top Gun del genere potrebbe non bastare.