Riparte il dialogo tra Italia e Francia, ma si rischia l'impasse migranti

Danilo Ceccarelli

Sotterrata l’ascia di guerra, Roma e Parigi tornano a parlarsi, ma sulla questione migratoria il rischio è che si finisca in un dialogo tra sordi.  

Alla vigilia della visita del presidente Emmanuel Macron a Roma, fonti dell’Eliseo hanno ribadito oggi la posizione della Francia, che difende la creazione di un “meccanismo stabile, prevedibile e automatico” che includa la ripartizione tra paesi europei dei migranti salvati in mare, senza però “rimettere in discussione il principio dell’approdo più vicino”.

Una linea, quella francese, ribadita più volte nelle scorse settimane, nonostante il rischio di cozzare con le proposte che Roma dovrebbe presentare alla Valletta il prossimo 23 settembre, in occasione del mini-summit dei ministri dell’Interno di Germania, Francia, Malta Italia e Finlandia dedicato proprio alla questione migratoria.

Il tema sarà al centro della cena di lavoro prevista per domani sera tra Conte e Macron, che seguirà al colloquio bilaterale tra il leader francese e il presidente Sergio Mattarella.

Parigi predilige una “soluzione europea” alla gestione dei migranti, senza però dare spiragli al progetto italiano riguardante la rotazione dei porti per l’approdo delle navi di ong attive nel Mediterraneo. La Francia non vuole sentir parlare neanche del superamento della distinzione tra potenziali beneficiari del diritto d’asilo e migranti economici. Per questi ultimi, “la vera soluzione è accelerare la procedura di identificazione della situazione e di ritorno”, fanno sapere da Parigi.

Macron sembra voler attuare a livello europeo la stessa strategia prevista sul piano interno. Secondo alcune indiscrezioni trapelate sui media transalpini in questi ultimi giorni, il presidente francese starebbe preparando il suo partito, La République en marche, a una brusca virata a destra sul dossier migratorio in vista delle prossime elezioni municipali che si terranno a marzo in tutto il paese. L’obiettivo è quello di...

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