Ripartenza per palestre e piscine, le ipotesi normative avanzate dai governatori delle regioni

·3 minuto per la lettura
Riapertura palestre e piscine, le regole proposte dalle regioni
Riapertura palestre e piscine, le regole proposte dalle regioni

Nella giornata del 15 aprile, i governatori delle regioni italiane hanno avanzato alcune proposte, relativamente all’istituzione di alcune regole che possano consentire di operare riaperture, soprattutto per i settori che ormai sono chiusi da molto tempo come ad esempio palestre e piscine.

Ipotesi regole sulle riaperture

Le regioni fanno pressing sul governo e sollecitano le riaperture, realizzabili mediante un allentamento delle misure anticontagio, al fine di consentire una ripresa economica. A tal proposito nella giornata del 15 aprile, i governatori hanno avanzato delle possibili linee guida che possano consentire alle attività di ripartire in totale sicurezza.

Tra le attività messe maggiormente in luce dalle linee guida, vi sono palestre e piscine, chiuse ormai da parecchi mesi, ma che secondo le regioni potrebbero riaprire seguendo e rispettando alcune semplici norme di sicurezza.

Regole per le palestre

Per quanto riguarda le ipotetiche regole che le palestre dovrebbero seguire per poter riaprire, al primo posto si pone la necessità del distanziamento sociale, ecco cosa si evince dal documento delle regioni:

“Organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno due metri (ad esempio prevedendo postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere) anche regolamentando l’accesso agli stessi”.

Il distanziamento come condizione essenziale andrebbe associato inoltre a “strategie di screening periodico del personale non vaccinato”.

Ma non solo questo, ai gestori di palestre verrebbe richiesto di creare un vero e proprio planning, che consenta di regolare gli accessi, al fine di evitare assembramenti e aggregazioni. Indispensabile sarà poi la misurazione della temperatura all’ingresso e l’impedire l’accesso alle persone che presentano una temperatura maggiore ai 37,5 gradi.

I gestori della palestre secondo le ipotesi, dovranno inoltre registrare le presenze in un elenco, che andrà conservato per almeno 14 giorni, in questo modo si faciliterà il tracciamento dei contatti in caso di positività al Covid di un soggetto.

Oltre a ciò, dovrà essere effettuata una continua igienizzazione dei macchinari dopo il loro utilizzo e in generale viene raccomandata una frequente pulizia e sanificazione degli ambienti, ma soprattutto il ricambio dell’aria.

Regole per le piscine

Per quanto riguarda le regole per le piscine, pare che per ripartire dovranno essere garantiti 7 metri quadrati di acqua per ciascun nuotatore.

Solarium e aree verdi

Più specifiche sono le regole per solarium e aree verdi, ecco cosa prevede il documento a riguardo:

“Per le aree solarium e verdi, assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni in modo da garantire una superficie di almeno 10 metri² per ogni ombrellone; tra le attrezzature (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1 metro“.

Anche in questo caso, condizioni necessarie ed essenziali per le riapertura, saranno la regolamentazione degli accessi, il distanziamento sociale e la frequente sanificazione degli ambienti.

Attività collettive

Specificate anche le ipotesi di regole per quanto concerne le attività collettive, come ad esempio acquabike o acquagym, per le quali è consigliato uno svolgimento all’aperto. Ecco le considerazioni circa le attività collettive, presenti nel documento delle regioni:

“Durante le attività collettive, limitare il numero di partecipanti al fine di garantire il distanziamento interpersonale di almeno 2 metri, con particolare attenzione a quelle che prevedono attività fisica più intensa. Negli ambienti interni, attendere almeno 1 ora tra un’attività collettiva e la seguente, arieggiando adeguatamente il locale“.

Strutture termali

E infine, le regole previste per le strutture termali, ecco cosa prevede il documento delle regioni a riguardo:

“Indossare sempre la mascherina nelle aree comuni al chiuso, mentre il personale è tenuto all’utilizzo della mascherina sempre in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza di almeno 1 metro”.