Ripartiamo dalla C perché è la vitamina della pelle e della salute. Basta maneggiarla con cura

Di Elisabetta Settembrini
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Photo by Noah Buscher on Unsplash
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From ELLE

L'autunno è arrivato e con i primi freddi si cominciano ad abbassare le difese immunitarie. Nel frattempo il viso ha perso la luminosità guadagnata d'estate con il riposo, il sole e la vita all'aria aperta. Così, mentre si parla di vaccini e di cure sperimentali contro il Covid, è il caso di fare prevenzione protteggendoci anche facendo scorta di vitamina C, in grado di intervenire sul corretto funzionamento del sistema immunitario oltre che sulla sintesi di collagene dell'organismo. Di sicuro James Lind, chirurgo della Marina reale inglese che ne ha scoperto le potenzialità a metà del '700 per bilanciare la cattiva alimentazione degli equipaggi delle navi, non si aspettava che sarebbe diventata anche una sostanza chiave per la bellezza grazie alla sua potente azione antiossidante, e per molte altre qualità che le riconoscono il ruolo di “chiave della giovinezza”. Unico neo: è difficile stabilizzarla per mantenerla integra: evitare che la vitamina C si ossidi è proprio la scommessa dei chimici della cosmetica.

«A rendere complicato il suo inserimento in formule cosmetiche è il fatto che per essere assorbita dalla cute la vitamina C ha bisogno dell'acqua, senza perderebbe la sua efficacia. Ma è proprio l'acqua che la rende meno stabile», spiega Monica Broccoli, supervisor Ricerca & Sviluppo Collistar. «Per superare questo gap i nostri laboratori, dopo averne selezionate molte varietà, hanno puntato su un derivato della vitamina C che risponde alla giusta concentrazione per dare alla pelle ciò che serve e in tutta sicurezza sul fronte tollerabilità. Si tratta dell'acido etil-ascorbico, una sorta di "clone" che non si degrada se miscelato con acqua, peraltro facilmente assorbibile dall'epidermide. Noi lo utilizziamo nella concentrazione del 4 per cento. L'altro problema della vitamina C, infatti, è che può provocare intolleranze e allergie, ma non per accumulo. Essendo idrosolubile, quando l'organismo ne ha fatto la giusta scorta, viene automaticamente smaltita: inutile quindi utilizzarla in dosi eccessive».

A lunga conservazione

Vista la sua deperibilità, viene da chiedersi come si capisce se il prodotto che stiamo utilizzando è ancora integro. In questo caso vale la regola di molti cosmetici: se nel tempo la texture diventa scura, se cambia odore o consistenza, è consigliabile non applicarlo più poiché potrebbe aver cambiato le sue caratteristiche e causare reazioni avverse. Ne abbiamo parlato con la dermatologa Mariuccia Bucci.

Come si conservano le preparazioni con la vitamina C?

Dato che le preparazioni con vitamina C sono composti organici sempre molto instabili, è necessario fare in modo che non si alterino una volta racchiuse nei vasetti. Tant'è che generalmente si trova pura in concentrazioni del 10 per cento custodita in fiale o ampolle monodose, contenitori indicati proprio per evitarne l'ossidazione. Mentre nelle creme e nei sieri, per prolungarne l'efficacia, viene solitamente associata ad altre sostanze come per esempio l'acido salicilico, utile ad affinare la cute, o alle neurosensine, che svolgono un'azione calmante sulle pelli sensibili.

Quali sono i punti di forza della vitamina C?

Siccome stimola il collagene e lavora sul tessuto connettivo, è importante per prolungare la giovinezza. Inoltre, combatte il crono e il photoaging, contrasta macchie e discromie, leviga, dà luminosità all'epidermide e ha anche un ulteriore vantaggio: non essendo fotosensibile si può utilizzare in ogni periodo dell'anno. Nei mesi freddi è perfetta per eliminare il grigiore e ridare splendore alla pelle spenta, d'estate, invece, esalta la luminosità del viso.

Ma qual è la giusta routine?

Come in tutte le cose gli eccessi non fanno bene. Quindi consiglio di applicare di giorno un siero che contenga anche altre sostanze funzionali che rispondano alle proprie esigenze - illuminanti, rassodanti, leviganti - mentre la sera si può optare per formule effetto peel a base di alfaidrossiacidi. E, se si ha bisogno di dare un boost di luminosità in più, è utile fare una volta a settimana una maschera peel off nel caso in cui ci sia la necessità di eliminare l'eccesso di strato corneo, o scegliendo specialità con una concentrazione di vitamina C pari al 20 per cento.

Ma la vitamina C agisce anche da dentro?

Per rendere la pelle più luminosa e rafforzare le difese immunitarie non dobbiamo farci mancare gli agrumi, ma anche fragole e kiwi, e le verdure fresche come spinaci, broccoli e peperoni da cuocere al vapore o da scottare leggermente per non disperdere con il calore il loro prezioso contenuto vitaminico.

Creme, sieri e maschere, ecco dove trovare la vitamina C

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Mask Anti-Ox di Svr (29,90 euro, in farmacia).' expand='' crop='original'][/image]

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