Ripresa F1, chiariti i dubbi sulla procedura in caso di contagio

La Formula 1 ripartirà il prossimo 5 luglio in Austria, con le dovute precauzioni sanitarie e con la certezza, stando alle parole dell'amministratore delegato di Liberty Media, Chase Carey, di non vedere altri Gran Premi annullati nemmeno se un pilota o un membro di una delle dieci scuderie iscritte al Mondiale dovesse risultare contagiato dal coronavirus.

"Avremo una procedura che nel caso di un'infezione non ci porterà alla cancellazione della gara - ha detto Carey al sito ufficiale della Formula 1 -. Questa procedura ci consentirà di non portare alla cancellazione del Gp in caso di infezione. Anche nel caso un pilota venisse contagiato, i team avrebbero a sisposizione i sostituti".

Il numero uno del circus ha anche detto che la gamma degli scenari possibili è troppo ampia per poter prevedere tutto, "ma una squadra non in grado di correre non annullerebbe la validità del Gran Premio". Carey, in ogni caso, si è detto fiducioso che i "rigorosi protocolli" messi in atto per ridurre al minimo il rischio con il coronavirus "si dimostreranno sufficienti ad allontanare le preoccupazioni. Esistono linee guida, contenute in 80-90 pagine".

Dopo il lungo stop per la pandemia e la conferma delle prime otto gare del nuovo calendario del Mondiale, Carey ha inoltre confermato che una decisione definitiva sulla restante parte di stagione in Paesi non europei sarà presa entro la fine di giugno.