"Ripulivo Facebook dalla violenza e dall'orrore, ora sto male": la denuncia di un ex moderatore

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“Mi occupavo di ripulire Facebook dall’orrore, ora soffro di disturbo post-traumatico”, è la confessione di Chris Gray, ex moderatore Facebook. Omicidi, scene di violenza, filmati porno, sevizie ai danni di bambini e animali, torture: questo è ciò che l’uomo racconta di aver visto durante le sue otto ore di lavoro giornaliere per il social di Mark Zuckerberg al Guardian.

Circa mille ticket di assistenza a cui rispondere ogni notte e una tale esposizione alla crudeltà e alla violenza che, sostiene l’ex moderatore, gli sta risultando impossibile riprendere una vita normale. Per questo Gray ha scelto di citare in giudizio la società. “Ci ho messo un anno per capire quanto questo lavoro mi abbia segnato”, ha raccontato l’ex moderatore.

Ad aggravare il trauma, sostengono gli avvocati di Gray, è stato il fatto che il lavoro gli richiedesse di esaminare ogni video nei particolari, in maniera ossessiva perché “la precisione è fondamentale... sta sopra ogni altra cosa”.  Al Guardian, Gray ha detto: “Ora non dormo bene, accendo stupide discussioni, ho difficoltà a concentrarmi”.

Da par sua, tramite un portavoce, Facebook ha dichiarato: “Siamo impegnati a fornire supporto a coloro che esaminano i contenuti di Facebook poiché riconosciamo che a volte la revisione può essere difficile. Tutti i moderatori di Facebook seguono un programma di formazione approfondito per più settimane sugli standard della nostra comunità e hanno accesso a supporto psicologico per garantire il loro benessere. Ciò include supporto in loco 24 ore su 24, 7 giorni su 7 con professionisti qualificati e assistenza sanitaria privata dal primo giorno di lavoro. Ci stiamo anche impiegando con soluzioni tecniche per limitare il più possibile l’esposizione a materiale grafico. È una questione importante”.

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