Riqualificazione degli ex scali ferroviari: via libera al piano di recupero

Il Tar respinge il ricorso

È legittimo l’accordo di programma del 2017 approvato dalla Regione Lombardia e ratificato dal Comune di Milano su un maxi progetto di riqualificazione degli ex scali ferroviari del capoluogo lombardo. A stabilirlo è il Tar, che ha respinto il ricorso presentato dall’associazione Italia Nostra.

Riqualificazione degli ex scali ferroviari

La “scelta delle aree su cui effettuare gli interventi, oltre che dei progetti da realizzare”, come in “tutti i procedimenti di pianificazione territoriale, rientra nella piena discrezionalità dell’Amministrazione”. È un passaggio della sentenza con cui il Tar della Lombardia ha respinto il ricorso dell’associazione Italia Nostra contro un accordo di programma del 2017, approvato dalla Regione Lombardia e ratificato dal Comune di Milano, su un maxi progetto di “trasformazione urbanistica” di sette aree ferroviarie dismesse o in via di dismissione nel capoluogo lombardo, per un totale di oltre 1,2 milioni di metri quadrati.

Per l’associazione, quell’accordo era stato “concluso” senza un “reale confronto con la collettività” e senza rispettare “principi di partecipazione e trasparenza necessari per garantire la corretta assunzione di decisioni di rilevante impatto urbanistico e ambientale”. Una tesi respinta dai giudici che hanno anche bocciato con un’altra sentenza i ricorsi di alcuni cittadini sul maxi piano di riqualificazione. L’associazione aveva portato davanti ai giudici amministrativi il Comune di Milano, la Regione Lombardia, Fs sistemi urbani srl, Ferrovie dello Stato spa e Rete ferroviaria italiana spa.

“È un grande giorno per Milano — ha commentato l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran —. Non abbiamo mai avuto dubbi sulla legittimità dell’Accordo di Programma che consentirà dopo anni di recuperare 7 aree ferroviarie dismesse, 1.250.000 metri quadrati di territorio che verrà rigenerato, con nuovo verde, servizi e housing sociale. In questi mesi infatti siamo andati avanti con bandi e gare che ci hanno consentito di arrivare ad oggi ad uno stadio già avanzato. Ringraziamo l’avvocatura per averci sostenuto in questo percorso. Ora avanti con il più importante progetto urbanistico per Milano 2030“.