In risalita i contagi, ma solo 2% posti letto occupati da pazienti Covid

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Members of the medical staff in protective suits walk along a corridor in the COVID-19 intensive care unit at the San Raffaele hospital in Milan, Italy, March 27, 2020. REUTERS/Flavio Lo Scalzo (Photo: Flavio Lo Scalzo via Reuters)
Members of the medical staff in protective suits walk along a corridor in the COVID-19 intensive care unit at the San Raffaele hospital in Milan, Italy, March 27, 2020. REUTERS/Flavio Lo Scalzo (Photo: Flavio Lo Scalzo via Reuters)

Sono ormai quasi del tutto svuotate le terapie intensive italiane. Secondo il monitoraggio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), aggiornato al 5 luglio, ormai solo il 2% dei posti letto complessivi è occupato da pazienti Covid. Ed è del 2% anche il tasso di occupazione dei posti letto da parte di persone contagiate dal Sars-Cov-2 nei reparti non di area critica, come Malattie infettive, Medicina interna e Pneumologia. A fine marzo, le terapie intensive Covid erano al 41% e i ricoveri al 44%. Da allora, grazie all’accelerazione della campagna vaccinale, è iniziata una continua discesa.

Nel dettaglio Abruzzo (1% intensive, 2% reparti ordinari); Basilicata (0%, 4%); Calabria (4%, 6%); Campania (3%, 6%); Emilia Romagna (3%, 2%); Friuli Venezia Giulia (0%, 0%); Lazio (4%, 2%); Liguria (3%, 1%); Lombardia (3%, 2%); Marche (0%, 1%); Molise (0%, 4%); PA di Bolzano (0%, 1%); PA di Trento (2%, 2%); Piemonte (1%, 1%); Puglia (2%, 4%); Sardegna (0%, 2%); Sicilia (3%, 5%); Toscana (3%, 2%); Umbria (0%, 2%); Valle d’Aosta (0%, 1%); Veneto (0%, 1%).

Sono invece in crescita negli ultimi giorni i contagi. “Dobbiamo essere consapevoli che la pandemia ancora non è chiusa. Non è finita. Lo testimoniano anche i numeri di altri Paesi europei e del mondo che vedono i contagi risalire nonostante l’alto tasso di vaccinazioni” ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, in occasione di un evento di Fortune Italia. “Quindi massima attenzione, massima cautela, massima prudenza e continuare questo lavoro imponente, la nostra campagna di vaccinazione, che è l’arma più importante che abbiamo per chiudere questa stagione”. Il ministro ha poi aggiunto:
“Viviamo settimane molto delicate, direi cruciali, la lotta contro il Covid è stata la nostra priorità, naturalmente, in questo anno e mezzo così difficile. Abbiamo constatato...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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