Risarcimento di 5mila per l'operaio che si fece pipì addosso

“Il datore di lavoro ha arrecato concreto e grave pregiudizio alla dignità personale, al suo onore e alla sua reputazione, indubbiamente derivante dall’imbarazzo di essere osservato dai colleghi di lavoro con i pantaloni bagnati per essersi minzionato addosso”. E’ questo il testo della sentenza con la quale il Tribunale di Lanciano ha condannato la Sevel di Atessa, in provincia di Chieti, a risarcire di 5mila euro un lavoratore che nel 2017 si urinò addosso perché gli venne vietato di andare in bagno durante l’orario lavorativo.

L’episodio, avvenuto nel febbraio 2017, è finito sino in Tribunale dove l’operaio, tutelato dall’Unione Sindacale di Base, ha ottenuto il risarcimento anche grazie alla testimonianza di diversi colleghi di lavoro. All’uomo venne fatto divieto di abbandonare la postazione di lavoro per andare in bagno e, di conseguenza, decise di farsi la pipì addosso.

L’avvocato Diego Braccioli, legale dell’operaio, ha spiegato che l’uomo “è sempre stato un lavoratore esemplare e non ha mai avuto un richiamo, gli è stato arrecato un concreto e grave pregiudizio alla dignità personale, onore reputazione, dal momento che è stato visto dai colleghi di lavoro con i pantaloni bagnati per essersi urinato addosso”. Dello stesso avviso anche il Tribunale di Lanciano che, con la sentenza del 23 settembre, ha condannato l’azienda.