Rischio cardiometabolico: campagna prevenzione di Apoteca Natura

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In un momento in cui la pandemia scoraggia gli italiani a fare prevenzione, Apoteca Natura la propone online, consentendo "una fondamentale attività e promuovendo la salute e il benessere individuale e collettivo". Anche quest'anno, a partire dal 1 novembre, Apoteca Natura, rete di farmacie che guida e accompagna la persona nella prevenzione e nella cura, propone la campagna 'Ci sta a cuore il tuo cuore'. Un'iniziativa ideata in collaborazione con Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg) e Associazione medici diabetologi (Amd), e con il patrocinio della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi).

La campagna si svolgerà principalmente online e le attività sul punto vendita saranno lasciate a discrezione della singola farmacia. Apoteca Natura mette comunque a disposizione della persona un percorso online composto dal test 'Benessere cardiovascolare', con la possibilità di richiedere un video consulto con la farmacia di fiducia tramite WhatsApp per ottenere ulteriori chiarimenti.

"E' stato inoltre ampliato il target di riferimento, attraverso l'introduzione della valutazione del rischio o della presenza della sindrome metabolica - sottolineano gli organizzatori - A disposizione un test che, tramite specifiche domande e misurazioni (è possibile inserire i valori di pressione arteriosa e colesterolemia totale degli ultimi sei mesi), permetterà di individuare i soggetti a rischio aiutandoli a prevenire o trattare l'alterazione di un singolo parametro metabolico alterato (ipertensione, ridotto colesterolo Hdl, trigliceridi alti e iperglicemia), fino alla sindrome vera e propria. Una condizione che in Italia riguarda ben 25 milioni di persone. Sono infine disponibili sull'App MyApotecaNatura dei menù gratuiti stampabili specifici per queste esigenze di salute nella sezione Guida alimentare. Proprio in periodi come questo la prevenzione continua a esser fondamentale e, grazie all'approccio omnichannel di Apoteca Natura, ciò è comunque possibile".

Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 35,8% di tutti i decessi (32,5% nei maschi e 38,8% nelle femmine). In particolare, secondo i dati Istat 2017, la cardiopatia ischemica è responsabile del 10,4% di tutte le morti (11,3% nei maschi e 9,6% nelle femmine), mentre gli accidenti cerebrovascolari del 9,2% (7,6% nei maschi e 10,7% nelle femmine). Va ricordato che tali malattie si presentano nelle donne con un ritardo di almeno 10 anni rispetto agli uomini. "E' bene dunque adottare stili di vita sani, come una corretta alimentazione e una regolare attività fisica, e comprendere che sono proprio queste le chiavi di volta per vivere bene e più a lungo", evidenzia Apoteca Natura.

La sindrome metabolica è una condizione ancora poco conosciuta dall'opinione pubblica e il medico ha sempre avuto pochi strumenti per poterla affrontare. Eppure, nei Paesi più sviluppati risulta essere un problema sempre più diffuso: in Italia ne soffre una persona su 4. In termini percentuali emerge che, tra le persone con più di 45 anni, il 33% presenta questa condizione e si registra una repentina diffusione della patologia anche in età pediatrica e tra gli adolescenti.

La sindrome metabolica è una condizione complessa, caratterizzata da un insieme di alterazioni metaboliche, per questo non può che avere cause molteplici. Tra quelle più ricorrenti ci sono un'alimentazione ricca di grassi saturi e di alimenti ad alto indice glicemico, insieme a uno stile di vita sedentario, alterazioni del microbiota intestinale, obesità e predisposizione genetica. Anche in questo caso, come nelle malattie cardiovascolari, agire con un cambiamento importante dello stile di vita - incentrato sulla riduzione della circonferenza addominale e una maggiore attività fisica, accompagnati da una corretta alimentazione - rappresenta il primo tassello per iniziare a modificare la tendenza nello sviluppo della sindrome metabolica.

Per le persone risulta sempre molto difficile cambiare uno stile di vita non salutare, nonostante le evidenze scientifiche numerose e ormai ben consolidate (per esempio lo studio Framingham Heart Study iniziato nel 1948) che hanno dimostrato l'efficacia dell’adozione di stili di vita sani nella riduzione del rischio di malattie cardiovascolari (corretta alimentazione, attività fisica regolare, abolizione del fumo).

"Basterebbero piccoli accorgimenti, a partire dal ridurre il consumo di sale (meno di 5 grammi al giorno), associare a una dieta ricca di frutta e verdura, legumi, alimenti a basso contenuto di grassi animali, come pesce, pollame, limitando il consumo di carni rosse, formaggi e insaccati, dolci e bevande zuccherine una regolare attività fisica, come camminare a passo svelto per almeno 30 minuti al giorno, salire le scale, ballare, e qualsiasi attività che richieda movimento. Non dimenticando di eliminare il fumo ed evitare o limitare il consumo di alcol", concludono gli esperti di Apoteca Natura.