Risk Management Sanità, esperti: no a diversità regionali -2-

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Roma, 12 feb. (askanews) - «La legge Gelli ha dato la direzione su come agire e lavorare alla quale noi ci stiamo adeguando - ha commentato Fineschi -. Questi anni sono stati importanti perché ormai a distanza di due anni, stiamo creando una situazione di consenso intorno alla legge e intorno a ciò che essa dice. Chiaramente il percorso è lungo e i decreti attuativi, in tal senso, daranno un ulteriore miglioramento a questa legge».

Rischio clinico ed il problema della sicurezza delle cure sono da anni al centro di un ampio dibattito che vede le organizzazioni sanitarie impegnate ad individuare strumenti per migliorare qualità e prevenzione in ambito assistenziale. Negli ultimi anni, si evidenzia un aumento esponenziale delle azioni giudiziarie intentate da pazienti e loro congiunti nei confronti dei medici e delle strutture sanitarie, sia pubbliche che private. È stato calcolato che a livello nazionale, a fronte di 8 milioni di ricoveri annui, almeno 320mila pazienti siano coinvolti in errori o difetti organizzativi delle strutture ospedaliere. Il numero dei nuovi contenziosi annui a livello nazionale è compreso fra 10mila e 12mila. Proprio l'attività di Risk Management individua e definisce tutti gli interventi finalizzati a identificare, gestire e ridurre i rischi connessi all'attività sanitaria in generale, e quella dei suoi professionisti in particolare, con auspicate ripercussioni favorevoli sul livello di contenzioso in Italia. (Segue)