Risoluzione maggioranza: favorire nuove elezioni in Venezuela

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Roma, 12 feb. (askanews) - Affrontare la crisi umanitaria, condannare le violenze, favorire l'impegno della diplomazia per ottenere nuove elezioni in Venezuela: sono questi in sintesi i punti chiave della risoluzione di maggioranza presentata alla Camera dopo le comunicazioni del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Al termine del dibattito in corso nell'aula di Montecitorio verrà messa ai voti.

Il documento di maggioranza, dopo aver ricostruito le tappe principali della crisi nel Paese latinoamericano, sottolinea che "il Venezuela sta vivendo una gravissima crisi politica, economica, monetaria e sociale e un'emergenza umanitaria; quest'ultima è stata causata principalmente da anni di politiche economiche, valutarie e industriali fallimentari aggravate dal crollo dei prezzi del petrolio, risorsa fondamentale per il Paese; tutti gli indicatori economici sono peggiorati e si è sviluppato un insidioso mercato nero, con notevoli effetti destabilizzanti; l'instabilità di questi anni, ha determinato l'acuirsi della crisi economica, con tassi di inflazione che gli analisti stimano intorno al milione e trecentomila per cento e secondo alcune previsioni, potrebbe raggiungere quota 10 milioni per cento nei prossimi mesi; in questi 5 anni di crisi il Venezuela ha visto ridursi il proprio PIL di oltre il 40%, precipitando in una progressiva mancanza di prodotti alimentari, farmaci e servizi essenziali".

Fatte queste premesse, la risoluzione impegna il Governo "a continuare ad attivarsi affinché siano tutelati la sicurezza e gli interessi dei connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane operanti nel paese; ad assumere ogni iniziativa utile, anche in sede di UE, affinché sia affrontata in priorità l'emergenza umanitaria, e la crisi economica e sociale, garantendo il necessario flusso di aiuti nel rispetto del diritto internazionale; a condannare, con forza, ogni forma di violenza, repressione o conflitto armato in Venezuela; a sostenere gli sforzi diplomatici - anche attraverso la partecipazione a fori multilaterali - al fine di procedere, nei tempi più rapidi, alla convocazione di nuove elezioni presidenziali che siano libere, credibili e in conformità con l'ordinamento costituzionale".