Ristoratore italiano a Tel Aviv: 'Rimango aperto, provo più rabbia che paura"

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Ha deciso di rimanere ''sempre aperto'' Ernesto Marcheria, da 25 anni a Tel Aviv dove gestisce il ristorante di cucina italiana 'Ernesto 90'. Perché anche con le sirene che suonano e la minaccia dei razzi dalla Striscia di Gaza, ad Adnkronos dice di avere ''più rabbia che paura''. Certo, spiega, ''è molto difficile per noi continuare a vivere con questa minaccia''. E inoltre "stiamo perdendo decina di migliaia di shekel perché la gente non esce, ha paura. Ho anche dei dipendenti che non riescono a tornare perché l'aeroporto è chiuso, abbiamo problemi di personale''. Ma se ''altri ristoratori hanno deciso di chiudere, io resto aperto. Perché voglio dare un segnale, che non bisogna avere paura''.

Il ristoratore italiano racconta che a casa ha la stanza bunker, "stiamo sempre lì dentro'', ma per il resto ''ho continuato a uscire perché mi sento protetto. Abbiamo un buon sistema di difesa missilistico''. Detto questo, dice che ''è impossibile continuare a ricevere razzi dalla mattina alla sera. La situazione va risolta''. E in questo senso ''spero che trovino una soluzione duratura'' e che questa situazione ''finisca presto per il bene di tutti quanti''.

Marcheria afferma inoltre che ''molti non capiscono che noi conviviamo benissimo con gli arabi, non abbiamo nessun tipo di problema con loro. Il problema è una frangia di terroristi che tiene sotto scacco la loro popolazione e decide per il futuro della loro gente'', che lascia ''nella povertà più totale'' mentre ''ha centinaia e migliaia di razzi chissà come''.

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