I ristoratori protestano davanti alla Regione Lombardia per la chiusura

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corso milano locali passeggio
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Sono molti, quasi un centinaio, gli addetti al settore ristorazione, tra i quali sia imprenditori che semplici lavoratori, che si sono riuniti giovedì sera davanti a palazzo Lombardia , sede della Giunta regionale, per protestare contro il coprifuoco che è scattato proprio giovedì sera dalle 23 alle 5 di mattina, così tutte le sere per un mese. La misura chiesta al governo dal presidente Fontana e dai sindaci lombardi, per contenere l’impennata di contagi da Coronavirus che si è verificata nelle ultime settimane.

Coprifuoco Lombardia, la protesta dei ristoratori

“La nostra colpa? La vostra incapacità” è la scritta che campeggia su uno degli striscioni che qeste persone hanno portato davanti agli uffici di Attilio Fontana, il presidente della regione Lombardia che ha chiesto ed ottenuto la misura per contenere l’impennata di contagi da covid che si è registrata negli ultimi giorni. “Non abbiamo preclusioni politiche verso nessuno, chiediamo solo di poter proseguire nel nostro lavoro”, ha detto al megafono uno dei cittadini presenti all’incontro specificando anche la natura della situazione. “Questa non è una protesta, ma una riunione di solidarietà di settore tra lavoratori, proprietari e tutte le persone coinvolte in questo periodo difficile”, ha detto.

Il punto il 6 novembre

Il presidente Attilio Fontana ha ricevuto una rappresentanza dei manifestanti, dando appuntamento ancora a tutti per venerdì 6 novembre. “Al presidente abbiamo parlato dei problemi di noi imprenditori del mondo della notte, di chi ha discoteche, bar o ristoranti”, ha raccontato Paolo Peroli, socio di uno degli storici locali notturni di Milano. “Comprendiamo la situazione sanitaria precaria della Lombardia, però abbiamo bisogno di sostegno economico, perché il primo lockdown ci ha distrutto e il coprifuoco alle 23 è come un lockdown per molte attività”. Tra le altre rivendicazioni è vibrata in maniera forte la questione che i gestori di bar, locali e ristoranti temono il “forte rischio che malavita possa speculare impossessandosi delle nostre attività” approfittando delle difficoltà economiche dei singoli imprenditori.

Cosa dice l’ordinanza

L’ordinanza firmata da ministro della Salute Roberto Speranza e dal presidente della Regione Attilio Fontana dispone il divieto di spostamento, a meno di alcune eccezioni simili a quelle che durante marzo ed aprile scorsi legittimavano il movimento delle persone, dalle 23 alle 5 del mattino di ogni giorno fino al 13 novembre. Per coloro che saranno costretti dai motivi citati dall’ordinanza a spostarsi durante le ore notturne sarà necessario produrre un’autocertificazione da mostrare alle forze dell’ordine, per dimostrare di avere comprovate ragioni di lavoro, salute o necessità. La Polizia da questa sera sarà chiamata a far rispettare le nuove norme. Per i trasgressori sono previste multe salate, da 400 a 3mila euro.