Ristrutturare il debito africano vincolandolo agli investimenti

·2 minuto per la lettura

AGI - "Providing debt relief and financing a sustainable recovery in Africa”, questo il tema di un evento organizzato oggi da l'Oecd Development Centre e l'Istituto Affari Internazionali con lo scopo di coinvolgere esperti di alto profilo nel dibattito sul sostegno del G20 a programmi ed iniziative che affrontino i problemi di liquidità e sostenibilità del debito in Africa. In vista del G20 che si terrà in Italia il 30-31 ottobre del 2021, anche Link2007, rete di ong italiane, sta lavorando a una proposta che riguarda il tema cruciale del debito dei paesi più svantaggiati: “L'iniziativa Release G20, promossa dalla Rete Link2007 per la presidenza italiana del G20, ci suggerisce alcune riflessioni su come confrontarsi con la Pan-crisi per ravvivare la cooperazione allo sviluppo sostenibile” spiega Roberto Ridolfi, presidente di Link2007.

Release G20 servirà “per attuare una conversione flessibile, totale o parziale, del debito pubblico e privato” e “contribuirà a creare fondi Sdg (Sustainable development goals founds, un meccanismo di cooperazione internazionale a favore dello sviluppo sostenibile) per sfruttare, stimolare e garantire altri finanziamenti per investimenti sostenibili” secondo Ridolfi. Negli anni la composizione del debito sovrano di molti paesi in via di sviluppo è cambiata, con la Cina divenuto il creditore di maggioranza relativa in molti paesi e il debito privato nei mercati emergenti che è cresciuto del 300% dal 2010 al 2019. A fronte di questo la proposta di Link2007 va in una direzione mediana rispetto alle proposte di condono totale del debito o di riduzione dello stesso:

I paesi debitori” spiega Ridolfi “dovranno affrontare una grave crisi del debito già nel 2021, poiché la pandemia ha solo aggravato il problema della sostenibilità dei loro debiti, visti i maggiori costi della sanità pubblica, il crollo delle entrate fiscali e commerciali, il congelamento dei mercati del credito e la fuga di capitali”. Da qui la proposta di ristrutturare il debito vincolandolo agli investimenti: “Senza investimenti non c'è sviluppo economico, non si creano posti di lavoro, non ci sono entrate fiscali e quindi non ci può essere rimborso del debito.

L'iniziativa Release G20 può contribuire a generare una sorta di recovery fund per i paesi fragili, legato al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile”. Un'iniziativa che poggia le basi su un forte spirito di flessibilità per cui, in alcuni casi di paesi altamente indebitati che si ritiene non abbiano livelli di debito sostenibili dopo la pandemia, la cancellazione parziale o totale del debito rimane un'opzione.

È un semplice rifinanziamento del debito? Secondo Ridolfi no: "La conversione del debito in un fondo di investimento ha molti vantaggi: aumenta l'appropriazione del rispettivo paese, esorta ad assumersi la piena responsabilità della gestione dei fondi, contribuendo così a costruire la capacità amministrativa del paese, attrae e garantisce altri investitori”.