De Rita (Censis): "Con proliferazione schermi siamo sempre più consumatori"

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“Qual è il significato che si dà un popolo con 120 milioni di schermi? Cosa significa moltiplicare gli schermi?” Se lo è chiesto il presidente del Censis Giuseppe De Rita intervenendo a Palazzo Giustiniani alla presentazione del Quarto Rapporto Auditel - Censis dal titolo “L’Italia Multiscreen: dalla Smart-Tv allo schermo in tasca, così il Paese corre verso il digitale”, secondo cui questo fatto “dimostra la vittoria dello sguardo sull’udito. Ma esiste anche un’altra lettura nella proliferazione degli schermi e nella velocità con la quale avviene: la moltiplicazione degli smartphone, testimonia la volontà dei singoli di controllare e consumare sempre e ovunque; invece l’aumento della smart tv è la dimostrazione della personalizzazione delle scelte e della domanda”.

“Attraverso questi device che utilizziamo ovunque, non siamo più ‘prosumer’ ovvero produttori e consumatori - avverte De Rita - ma sempre più consumatori. C’è una accentuazione della dimensione consumista e presentista che una volta ci faceva preoccupare, ma anche oggi un’attenzione particolare ce la metterei, dato che l’aumento dei consumer va a discapito della produzione”.

“C’è poi un altro aspetto – prosegue il presidente del Censis - Quando si moltiplicano gli elementi c’è bisogno di un centro che dia senso e che qui manca. Oggi infatti abbiamo una dimensione lasciata alla libertà dei fatti. Aumentiamo tutto e aspettiamo di vedere cosa succede. Invece, dovremmo avere degli elementi di riferimento. Altrimenti il fenomeno sfugge alla comprensione. Ci diciamo – chiarisce - lasciamo andare, inutile pensarci adesso, inutile frenare la produzione, inutile frenare le piattaforme, lasciamole fare. Ma il problema resta, ed è se questo fenomeno va lasciato stare oppure va guardato e tenuto sotto controllo conoscitivo”. “Altro argomento di questa moltiplicazione di tutto - riflette De Rita - è se non ponga un problema futuro di content. Si faranno i soldi sul content perché questo è legato alla proliferazione degli strumenti e dei comportamenti. E’ un problema che c’è ma su cui si deve riflettere in modo diverso dal passato. Infine la questione da non trascurare - conclude - è quella delle piattaforme che incide sulla moltiplicazione e la possibilità di controllo dei device”.

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