Rita Dalla Chiesa contro Saviano e Rubio: “Poveracci sul tappeto rosso”

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A scatenare l’ira di Rita Dalla Chiesa contro Roberto Saviano e Chef Rubio sono stati due recenti casi di cronaca che hanno coinvolto gli agenti di polizia: la morte di Marco Cerciello Rega, a Roma, e quello dei due poliziotti uccisi nella sparatoria davanti alla Questura di Trieste. La giornalista, figlia del generale simbolo della lotta alla mafia, si è più volte esposta in difesa delle forze dell’ordine e nel corso di un’intervista a LaVerità si è scagliata contro lo scrittore e lo chef che, con le loro parole sull’argomento, si sono comportati come coloro che “gettavano monetine addosso agli agenti nel Sessantotto”.

Rita Dalla Chiesa contro Saviano e Rubio

Il problema, spiega la giornalista, è che l’uccisione di un membro delle forze dell’ordine viene troppo spesso considerato un reato minore. “Ci sono circoli che vorrebbero essere culturali e invece sono circoli di poveracci in un sistema che li fa camminare sul tappeto rosso” continua Dalla Chiesa. “Sono stata garantista per una vita, poi le cose sono cambiate e sono cambiata anche io. Mi sono resa conto che c’è un pericolosissimo ritorno al passato, quando le forze dell’ordine venivano derise e considerate meno che niente”.

Pochi giorni prima, la giornalista aveva accusato Chef Rubio di preferire bloccarla sui social che affrontarla direttamente: “Io non l’avrei mai fatto, perché nelle cose che dico ci metto sempre la faccia“.

In difesa di Salvini e Meloni

Se da un lato critica Saviano e Rubio, dall’altro Rita Dalla Chiesa difende l’operato di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il loro merito è di “non aver tradito. Altri stanno mangiando nel piatto in cui avevano sputato. A noi questa gente non piace. Mi sono stufata di sentire del Papeete. Perché non parliamo di Capalbio, patria degli intellettuali che non hanno voluto gli immigrati? Salvini è stato “preso in giro per le felpe, ma io trovo che mettersi una felpa della Guardia di Finanza piuttosto che dei Carabinieri o della Polizia fosse un modo per dire: ‘Vi sono vicino‘. Preferisco essere ingenua che pensarla sempre in modo cattivo”.