Ritardato l'arrivo del mercantile a Tripoli. L'Italia aspetta l'olio di semi di girasole

Non è ancora arrivata in Libano la nave ‘Razoni’, partita lunedì scorso dal porto di Odessa. Il suo approdo a Tripoli è stato rinviato secondo l’ambasciata ucraina a Beirut, il ritardo è dettato da motivi commerciali, come si legge da un messaggio su Facebook dalle autorità di Kiev.

Il mercantile battente bandiera della Sierra Leone traporta oltre 26.000 tonnellate di mais e attualmente è di stanza al largo della costa sud-orientale della Turchia. Nella nota diramata sui social si apprende che altre venti navi si preparano a lasciare Odessa mentre l’Ucraina sta cercando di accelerare le partenze per scongiurare una crisi alimentare nei paesi del Medio Oriente e dell'Africa.

Destinazione raggiunta invece per la nave Polarnet arrivata al porto di Derince in Turchia con 12.000 tonnellate di grano. Diverse altre imbarcazioni sono in rotta verso altre rotte nell’ambito dell’accordo internazionale tra l’Ucraina e la Russia con la mediazione di Ankara.

Il capitano della Polarnet ha raccontato di essere salpato insieme ad altre due navi dal porto di Chornomorsk lo stesso giorno, mentre la Navi Star partiva da Odessa. “Le navi hanno seguito una rotta predeterminata dal centro di coordinamento congiunto, latitudini, longitudini e posizioni. C'erano 17 tappe prima dell'arrivo a Istanbul, a corto, medio e lungo raggio. Queste erano ovviamente aree pericolose, corridoi, che erano stati sgomberati e smilitarizzati.”

Un segnale positivo per i mercati del mondo e un esempio perfetto di come l'iniziativa per il grano nel Mar Nero funzioni grazie al sostegno di Turchia e Nazioni Unite", ha scritto su Twitter il ministro per le infrastrutture ucraino Oleksandr Kubrakov.

Intanto l’Italia guarda al mercantile “Mustafa Necati“, con a bordo 6mila tonnellate di olio di girasole. L’imbarcazione diretta al porto di Monopoli potrebbe arrivare rapidamente se i controlli sul Bosforo saranno rapidi. Fino ad ora oltre 305mila tonnellate di grano sono state portate fuori dai porti del sud dell'Ucraina in sicurezza a bordo di dieci mercantili.

Export non ancora a regime, da estendere anche ai metalli

L'export dovrebbe essere esteso anche a prodotti come i metalli, gli ha fatto eco il sotto segretario all'Economia. È iniziato anche il flusso in senso contrario, con la nave Fulmar S partita da Istanbul e diretta in Ucraina per caricare cereali destinati all'esportazione.

Prima della partenza, i delegati di Ankara, Kiev, Mosca e Onu del centro di coordinamento di Istanbul hanno effettuato l'ispezione della Fulmar S, battente bandiera delle isole Barbados. Diretta al porto ucraino di Chornomorsk sarà caricata di cereali destinati all'export.

Cosa succede al prezzo del grano?

E intanto, l'indice di riferimento dei prezzi dei prodotti alimentari mondiali ha fatto registrare, in luglio, una significativa battuta d'arresto, con una contrazione a due cifre per i prezzi dei principali cereali e oli vegetali. A darne notizia la FAO l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura.

L'Indice FAO dei prezzi dei prodotti alimentari ha raggiunto, in luglio, un valore medio di 140,9 punti, in frenata dell'8,6 percento rispetto a giugno, un dato che segna il quarto calo mensile consecutivo dopo il record assoluto toccato all'inizio dell'anno. L'Indice, che rileva le variazioni mensili dei prezzi internazionali di un paniere di generi alimentari comunemente oggetto di scambi commerciali, si è comunque attestato su un valore superiore di 13,1 punti percentuali, rispetto al dato registrato nel luglio 2021.

"Questa scia di contrazioni dei prezzi dei prodotti alimentari rispetto a valori estremamente alti è un segno positivo, soprattutto "se osservato dalla prospettiva dell'accesso al cibo; permangono, tuttavia, numerose incertezze (..)", ha dichiarato Maximo Torero, economista capo della FAO.

Si è contratto, nel corso del mese anche l'Indice dei prezzi dei cereali "dell'11,5 percento, pur attestandosi su un valore superiore del 16,6 percento rispetto a luglio 2021.La traiettoria verso il basso ha interessato le quotazioni di tutti i cereali rappresentati nell'indice, a cominciare dal grano, i cui prezzi, a livello mondiale, sono crollati fino al 14,5 percento, in parte, in seguito all'accordo raggiunto tra Ucraina e Federazione russa per sbloccare le esportazioni dai principali porti del Mar Nero e, in parte, alla luce delle disponibilità stagionali garantite dalle raccolte in corso nell'emisfero settentrionale."