Riti funebri per Benedetto XVI potrebbero creare modello per futuri papi emeriti

Il Papa Emerito Benedetto XVI all'aeroporto di Monaco di Baviera

CITTÀ DEL VATICANO (Reuters) - Quando Papa Gregorio XII, l'ultimo papa a dimettersi prima di Benedetto, morì nel 1417, il mondo non stava guardando.

Gregorio si era fatto da parte due anni prima, nel 1415, e trascorse i suoi ultimi giorni in un sostanziale isolamento a centinaia di chilometri da Roma. Fu sepolto nel silenzio nella città marchigiana di Recanati.

La situazione sarà molto diversa con la scomparsa di Benedetto XVI, che - come comunicato dal Vaticano - è in condizioni gravi ma stabili dopo un improvviso deterioramento della sua salute nei giorni intorno a Natale.

Il Vaticano ha rituali accuratamente elaborati per ciò che accade dopo la morte di un papa in carica, ma non ne esistono di pubblicamente noti per un ex papa.

Dopo la morte di Benedetto, il Vaticano dovrà scrivere nuovi protocolli, almeno in parte. Secondo fonti vaticane, potrebbero essere un modello per altri papi che sceglieranno di dimettersi invece di governare a vita, compreso forse, un giorno, lo stesso Papa Francesco.

Le procedure per un papa in carica sono raccolte in un ordinamento di 30 pagine chiamato "Universi Dominici Gregis", (Il Pastore dell'intero gregge del Signore) e nell'"Ordo Exsequiarum Romani Pontificis" (Riti funebri per un Pontefice romano), un messale di oltre 400 pagine che include una liturgia, musica e preghiere.

Queste regole stabiliscono che la sepoltura di un papa debba avvenire tra i quattro e i sei giorni dopo la sua morte, nell'ambito di un periodo di lutto di nove giorni noto come Novendiale.

Funzionari vaticani, che hanno parlato in condizione d'anonimato perché non autorizzati a discutere di tali questioni, hanno detto che il copione della morte di Benedetto dipenderà da due elementi chiave: se Benedetto stesso ha lasciato istruzioni e le decisioni che saranno prese da papa Francesco.

ADDIO SOLENNE

Francesco ha spesso elogiato il suo predecessore come un grande Papa che ha avuto il coraggio di dimettersi, quindi probabilmente vorrà dare a Benedetto un addio solenne, in un rito che potrebbe seguire gli stessi protocolli di un papa in carica, ha detto un funzionario vaticano.

L'ultimo papa a morire, Giovanni Paolo II, è stato sepolto l'8 aprile 2005, sei giorni dopo la sua morte. Il corpo è stato prima deposto nella Sala Clementina per il personale del Vaticano e poi è stato trasferito nella Basilica di San Pietro per essere visto dal pubblico.

Milioni di persone hanno fatto una fila di ore per vederlo - forse il più grande evento nella storia del Vaticano - e monarchi e presidenti hanno partecipato al suo funerale.

La sua prima sepoltura avvenne nella cripta sotto la Basilica di San Pietro, per poi essere spostato nel 2011 in una cappella della più grande chiesa della cristianità.

Molte persone vorranno rendere omaggio a Benedetto, succeduto a Giovanni Paolo nel 2005 e dimessosi nel 2013, per cui è probabile che rimanga esposto per un certo periodo, secondo le fonti.

Nel 2020, il biografo autorizzato di Benedetto, Peter Seewald, ha detto al quotidiano bavarese Passauer Neue Presse che il papa emerito aveva preparato un testamento spirituale in cui affermava di voler essere sepolto nella stessa cripta in cui originariamente riposava Giovanni Paolo II.

Benedetto, come cardinale Joseph Ratzinger, ha presieduto ai funerali di Giovanni Paolo nel 2005 in Piazza San Pietro e si prevede che Francesco presieda quelli di Benedetto.

Dopo la morte di un papa in carica, la persona incaricata degli affari ordinari in Vaticano fino all'elezione di un nuovo pontefice è il camerlengo.

La posizione è attualmente ricoperta dal cardinale irlandese-americano Kevin Farrell, ma poiché la Chiesa ha già un papa e non sarà necessario un conclave per eleggerne un altro, Farrell non avrà alcun ruolo.

La maggior parte del lavoro, compresa l'organizzazione di un evento senza precedenti nella storia del Vaticano, spetterà a monsignor Diego Ravelli, maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Claudia Cristoferi)