Ritiro uova dalla vendita: irregolarità in 66 casi su 373

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I controlli effettuati dai Carabinieri del Nas sulla filiera delle uova a Settembre 2019 hanno rivelato una situazione che può essere definita preoccupante. Su 373 obiettivi, è stata accertata una irregolarità in 66 casi, pari al 18% del totale.

Il monitoraggio ha portato alla chiusura o alla sospensione di nove aziende. Sequestrate 32 mila uova, 4.600 galline ovaiole e 30 tonnellate di mangimi non regolamentari e alla scoperta di 101 violazioni amministrative e penali. Infine, denunciati per maltrattamento di animali e frode in commercio 7 operatori del settore.

I Carabinieri hanno trovato “situazioni di sovraffollamento nella stabulazione degli animali, mangimi in cattivo stato di conservazione, uova vendute per qualità diverse da quelle possedute, prive di tracciabilità o con stampigliature fuorvianti. Tutte erano detenute in condizioni e ambienti non idonei. In alcuni casi le strutture erano abusive”.

Ritiro uova dalla vendita

I militari hanno portato alla luce depositi e strutture di imballaggio delle uova risultati non censiti. Trovati anche ambienti mancanti dei minimi requisiti sanitari, strutturali e di sicurezza per i lavoratori. I Carabinieri hanno emesso la seguente nota: “Nel corso delle ispezioni sono stati anche eseguiti 133 campioni di uova, prodotti derivati e matrici ambientali. Questo per accertare l’eventuale impiego di sostanze non consentite. Non solo in riferimento a disinfestanti ed insetticidi, ma anche all’uso indiscriminato di antibiotici e medicinali, nonché alla corretta somministrazione di alimenti zootecnici e dell’acqua. Gli esiti delle analisi di laboratorio finora pervenuti, pari al 30% dei reperti eseguiti nell’ambito del monitoraggio, non hanno evidenziato irregolarità”.

La nota continua dicendo che gli interventi hanno consentito di individuare situazioni di significativa gravità e di impedire la prosecuzione di condotte lesive della lealtà commerciale e di potenziale pericolo per la salute, come la mancata adozione delle misure di biosicurezza. Tali misure sono previste dai piani di controllo e sorveglianza per la prevenzione dell’influenza aviaria.

I provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività nei confronti di 9 aziende di allevamento, lavorazione e logistica, hanno un valore economico ammonta ad oltre 2 milioni di euro. Le violazioni contestate, invece, ammontano a 130 mila euro. Le uova, galline e 30 mangimi sequestrati hanno un valore commerciale di circa 185 mila euro.