Ritorno a Renzi

Alessandro De Angelis
Leopolda

"Ritorno al futuro", è scritto sui muri. In verità è ritorno a Renzi. A prescindere. La signora Giuseppina, appena vede il taccuino, si avvicina: "Veniamo da Palermo, in tanti. Siamo qui perché crediamo un lui. Lo scriva, per favore, che questo popolo è suo e non può abbandonarlo. Suo". Si fa un capannello. E diventa un coro.

"Noi siamo quelli che restano in piedi e barcollano sui tacchi che ballano", le note della toccante canzone accompagnano il tripudio dell'uomo solo al comando: Renzi sindaco, a palazzo Chigi, con Obama e Michelle. Ovazione. Leopolda numero 9, la prima senza governo e potere, nell'Italia sovranista che danza sullo spread. Stracolma, anche nel torpore del venerdì sera, con le prenotazioni raddoppiate nell'ultima settimana. Alle otto e mezza di sera fuori c'è ancora un ingorgo di macchine di gente che sta arrivando. Popolo e iscritti, parecchi iscritti, accorsi per la grande esibizione muscolare del renzismo. Orgoglio, voglia di dimostrare che non è finita. E preoccupazione. È un coro nei capannelli: "Questi sono matti, fatelo capire anche voi. Stanno facendo saltare il paese".

Anche l'affluenza è una notizia, dopo una sconfitta epocale e mesi di afonia: "Feriti sì, siamo feriti ma non morti – dice Erasmo D'Angelis, ex direttore dell'Unità – del resto siamo passati in breve tempo dalle stelle alle stalle e in tanti si chiedono 'ora che si fa?'". Già, il che fare. Il sindaco di Cava dei Tirreni, con proverbiale ironia campana, dice: "Ritorno al futuro è un classico di quando non sai che dire. Stringi stringi, è sempre il ritorno di Renzi". Parliamoci chiaro, chi è qui, è innanzitutto qui per lui. Prima ancora che per il Pd, per il congresso, per le alleanze se e quando ci saranno. Ettore Rosato è circondato da una selva di giovani: "Volevamo sapere – dice una di loro – se rimanere nel Pd, qui siamo per Matteo ma nessuno ha rinnovato la tessera, perché il partito in Calabria è inagibile". L'ex capogruppo: "Se no...

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