Ritorno a scuola in Israele, ma in 250.000 a casa per i contagi

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Roma, 1 set. (askanews) – Milioni di bambini e ragazzi sono tornati a scuola in Israele, ma il virus ha obbligato molti a restare a casa, mentre il Paese è alle prese con un’impennata di contagi legati alla variante Delta e alla sua alta trasmissibilità. Dei 2,4 milioni di allievi, dall’asilo alle superiori, 250.000 sono rimasti a casa nel primo giorno di scuola, secondo i dati diffusi dal ministero dell’istruzione israeliano.

“La nostra principale preoccupazione è che i bambini che non vedevano l’ora di tornare a scuola per imparare e vedere i loro amici, possano vedere interrotta nuovamente la loro routine e ritrovarsi di nuovo a casa”, spiega Hilla Alon, madre di due bambine che vanno alla Scuola elementare Beit Hakerem a Gerusalemme. “Questa è la nostra principale preoccupazione. La paura di prendere il virus c’è, ma è fuori dal nostro controllo. Proteggiamo i nostri figli come meglio possiamo, è tutto quello che possiamo fare”.

“Il kit Covid-19 per casa che abbiamo ricevuto è un normale test che si può fare a casa, al quale ci siamo abituati nell’ultimo anno e mezzo, niente di speciale. Le mie bambine lo hanno fatto di loro volontà, anche se non ce n’era bisogno. Spero che anche tutti gli altri genitori abbiano testato i loro figli”.

La dirigente scolastica Vered Brosh: “Questa mattina sono rimasta sorpresa nel vedere con quale facilità i bambini hanno salutato i genitori, a differenza degli altri anni. Prima del coronavirus vedevo bambini piangere e anche i genitori avevano difficoltà a salutare i loro bambini. Penso riguardi il fatto che i genitori hanno preparato i loro bambini, dicendo loro che potrebbero non andare a scuola per un po’, così i bambini sono venuti con una maturità, pronti a salutare”.

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