RITRATTO - Dalla Bce a Chigi, 'Super Mario' pronto a salvare l'Italia

di Giuseppe Fonte e Gavin Jones
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L'ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi a Francoforte

di Giuseppe Fonte e Gavin Jones

ROMA (Reuters) - Mario Draghi non si è mai sottratto alle sfide, che si trattasse di salvare la reputazione di Bankitalia o l'euro. Adesso si prepara ad affrontare quella che potrebbe essere la sua missione più ardua.

Poco più di un anno dopo aver lasciato la presidenza della Banca centrale europea Draghi, 73 anni, è stato incaricato dal capo dello Stato di tirare fuori il Paese dalla crisi politica nella quale è sprofondato in piena pandemia a seguito delle dimissioni di Giuseppe Conte.

Per l'uomo che ha guadagnato grazie a una illustre carriera il soprannome di "Super Mario", le aspettative non potrebbero essere più alte.

Passando dalle silenziose sale dell'Eurotower di Francoforte al caos dell'arena politica italiana, Draghi dovrà anche passare dalle discussioni sui tassi d'interesse con i colleghi banchieri centrali a negoziare posti di governo con i partiti.

Se avrà successo, completerà una carriera brillante e potrebbe anche diventare il prossimo presidente della Repubblica nel 2022.

Wolfgang Munchau, capo del think-tank EuroIntelligence, ha detto che potrebbe essere una "missione impossibile" per Draghi reinventarsi come politico. "Ci sono più possibilità per lui di fallire che di avere successo", ha avvertito.

UOMO DELLE CRISI

Cosmopolita e dal tono di voce pacato, Draghi non ha mai fatto drammi nel gestire le crisi.

È stato un perno del Tesoro nei turbolenti primi anni '90, quando l'Italia fu costretta a uscire dal meccanismo di cambio europeo, svalutando la moneta e affrontando il rischio di non poter entrare nell'Unione monetaria europea.

È stato allora che i media hanno coniato l'etichetta di "Super Mario" a causa della sua frenetica attività come direttore generale del Tesoro, dall'organizzazione delle privatizzazioni all'aiuto nella stesura del trattato di Maastricht che ha stabilito le regole di base del progetto dell'euro.

Dopo aver lasciato l'Italia per diventare vicepresidente di Goldman Sachs a Londra dal 2002 al 2005, la reputazione di Draghi come uomo delle crisi si è rafforzata quando è stato richiamato a Roma per risollevare le sorti della Banca d'Italia, dopo lo scandalo per corruzione che aveva investito il governatore Antonio Fazio.

Alla Banca d'Italia la posizione internazionale di Draghi e il suo approccio aperto sono stati una boccata d'ossigeno dopo lo stile di gestione chiuso tipico di Fazio, e hanno aperto la strada alla sua ascesa alla presidenza della Bce dal 2011 al 2019.

Nel 2012, dopo la sua famosa promessa di fare "whatever it takes", tutto il necessario, per salvare l'euro al culmine della crisi dei debiti sovrani, Draghi è diventato il beniamino dei mercati finanziari e una delle figure più riconosciute e potenti d'Europa.

"EPISODIO OSCURO"

Mentre in superficie la carriera di Draghi può sembrare una lunga marcia trionfale, non mancano i critici che ne sottolineano inciampi e fallimenti.

Come presidente della Bce, Draghi è stato uno dei firmatari di una lettera al governo italiano che nel 2011 chiedeva dure politiche di austerità cui molti attribuiscono la profonda recessione del Paese e dell'aumento del debito negli anni successivi.

In modo simile, quando Draghi ha escluso le banche greche dalle operazioni di Emergency Liquidity Assistance (ELA), nel 2015, alcuni vi hanno visto un tentativo di Francoforte di costringere Atene ad accettare le richieste delle autorità europee, andando oltre i compiti di una banca centrale.

"Quello è stato un episodio oscuro della crisi europea. Quella decisione della Bce, che era non dovuta e non necessaria, è stata il 'tipping point' che ha reso inevitabile la capitolazione del governo greco", ha detto Francesco Saraceno, professore di economia all'Università Luiss di Roma.

"Mi chiedo se la Grecia sia stata sacrificata come parte di una più ampia strategia per mettere in minoranza i falchi della Bce e creare le condizioni per l'interventismo della BCE, necessario anche a causa dell'inerzia delle politiche fiscali", ha aggiunto.

Come capo della Banca d'Italia, la performance di Draghi come supervisore del sistema bancario italiano è stata messa in discussione durante il crollo di Monte dei Paschi di Siena.

Draghi ha approvato l'acquisto da parte di Mps dell'istituto di credito rivale Antonveneta ad un prezzo gonfiato che ha contribuito alla sua capitolazione finanziaria, ed è stato responsabile della supervisione mentre la banca stipulava contratti derivati che ne minavano i conti e che portavano a condanne penali.

Se diventerà presidente del Consiglio, Draghi si troverà a dover affrontare una volta per tutte i problemi del Monte Paschi.

Anche il suo ruolo nel processo di privatizzazione dell'Italia degli anni '90 è stato criticato, perché alcune delle aziende che sono state vendute o hanno avuto risultati negativi sono diventate monopoli privati che hanno garantito enormi profitti ai loro azionisti privati.

L'Italia sta ora cercando di riprendere il controllo di una di queste, la concessionaria autostradale del gruppo Altantia, Autostrade per l'Italia (Aspi), dopo il crollo nel 2018 del ponte Morandi di Genova che ha causato la morte di 43 persone.

"Quella di Autostrade è stata una privatizzazione che non è andata bene", ha detto il ministro dell'Economia uscente Roberto Gualtieri.