Ritrovati 300 cadaveri stipati in due camion frigo in Messico

ANSA

Un autocarro con rimorchio che trasportava un centinaio di cadaveri ha percorso durante lo scorso fine settimana le strade della città messicana di Guadalajara, suscitando la furia dei famigliari delle vittime e un'ondata di critiche contro le autorità locali incapaci di far fronte alla drammatica emergenza.

Il macabro episodio è stato una ulteriore prova della tragedia costituita dalla inarrestabile spirale di violenza che scuote il Messico da oltre dieci anni, che ha fra l'altro saturato gli obitori e i depositi di cadaveri di molti Stati del Paese, fra cui quello di Jalisco. Originariamente l'autocarro è rimasto parcheggiato senza permesso della municipalità per vari giorni, con un forte presidio di polizia, nell'area di una fattoria di Tlaquepaque, alla periferia di Guadalajara, fino a quando non è stato scoperto da ispettori del comune che lo hanno obbligato a partire. Il sindaco, María Elena Limón, ha dichiarato che il direttore dell'Istituto di Scienze forensi di Jalisco, Octavio Cotero, le aveva fatto notare che i corpi dovevano essere collocati in un autocarro perché l'obitorio locale non aveva più spazio disponibile. Cotero, come dichiara alla Reuters, non era responsabile del trattamento dei corpi e accusa il governo di usarlo come capro espiatorio per la vicenda.

Da Tlaquepaque il pesante veicolo è stato spostato nel quartiere di Tlajomulco, ma i residenti si sono immediatamente lamentati per l'odore fetido e per il fatto che dall'autocarro uscissero "rivoli di sangue", nonostante esso disponesse di un sistema di refrigerazione.

Secondo quanto ha dichiarato in una conferenza stampa il governatore dello Stato Aristóteles Sandoval, nel primo mezzo c'erano 273 cadaveri mentre nel secondo 49. Responsabili della violenza sarebbero i narcos, tra cui spicca il Cartello Jalisco Nueva Generación.

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