Ritrovato in Alaska pallone giapponese spazzato via dallo tsunami

Tokyo (Giappone), 23 apr. (LaPresse/AP) - La palla da calcio di un ragazzino giapponese, spazzata via dallo tsunami dello scorso anno, ha viaggiato fino all'Alaska e qui è stata recuperata da un uomo che setacciava la spiaggia alla ricerca di oggetti. Il proprietario del pallone, il 16enne Misaki Murakami di Rikuzentakata, è stato rintracciato visto che il suo nome era scritto sul pallone. A parlare con lui al telefono è stata la moglie dell'uomo che ha ritrovato l'oggetto, che è giapponese. "È stata una sorpresa enorme, non avrei mai immaginato che la mia palla potesse raggiungere l'Alaska", ha detto il ragazzino alla tv pubblica giapponese Nhk. "Ho perso tutto nello tsunami quindi sono contentissimo, voglio davvero ringraziare chi ha trovato la palla", ha aggiunto. Nel terremoto e nello tsunami che hanno colpito la costa nordorientale del Giappone l'11 marzo del 2011 sono morte circa 19mila persone.

David Baxter, l'uomo che ha trovato la palla, ha in programma un viaggio in Giappone a maggio ma ha fatto sapere che non pensa di consegnare la palla direttamente a Murakami per evitare momenti carichi di commozione. "Quando ho avvistato il pallone sono stato contento e ho subito pensato che potesse provenire dall'area dello tsunami", ha detto Baxter ad Associated Press.

Non è la prima volta che oggetti spazzati via dallo tsunami in Giappone vengono ritrovati a chilometri di distanza. Qualche settimana fa sempre Baxter ha trovato un pallone da pallavolo con scritte in giapponese e anche in quel caso è riuscito a risalire alla proprietaria, Shiori Sato, una ragazza di 19 anni della prefettura giapponese di Iwate. Su quel pallone c'era solo il nome della proprietaria, ma è stato possibile risalire a Shiori Sato grazie a uno spettatore che ha telefonato alla tv Nhk ipotizzando che potesse trattarsi della palla di Sato. Questo mese, inoltre, la guardia costiera degli Stati Uniti ha fatto saltare in aria un peschereccio fantasma giapponese, spazzato via dallo tsunami e avvistato dopo circa un anno nel Golfo dell'Alaska; la scelta di distruggerlo è stata fatta per evitare che potesse costituire un pericolo intralciando la rotta di altre navi.

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