Ritrovato in una casa a Napoli il ”Salvator Mundi”: il quadro era stato trafugato

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
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 "Salvator Mundi" by School of Leonardo da Vinci is pictured during a press visit of the "Leonardo da Vinci" exhibition to commemorate the 500-year anniversary of his death, at the Louvre Museum in Paris, France, October 20, 2019. REUTERS/Benoit Tessier (Photo: Benoit Tessier / Reuters)
"Salvator Mundi" by School of Leonardo da Vinci is pictured during a press visit of the "Leonardo da Vinci" exhibition to commemorate the 500-year anniversary of his death, at the Louvre Museum in Paris, France, October 20, 2019. REUTERS/Benoit Tessier (Photo: Benoit Tessier / Reuters)

Era in un appartamento di Napoli il ”Salvator Mundi”, dipinto di scuola leonardesca di ingente valore, risalente al XV secolo e facente parte di una collezione custodita presso il museo “DOMA” della Basilica di San Domenico Maggiore del capoluogo partenopeo, tornato oggi nella cappella Muscettola dalla quale era stato trafugato.

A trovarlo sono stati gli agenti della Sezione Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile durante un’indagine che li ha portati in via Strada Provinciale delle Brecce. Il proprietario dell’appartamento dove il quadro è stato trovato, un 36enne, è stato sottoposto a fermo con l’accusa di ricettazione.

L’opera è stata ritrovata, ma non è ancora certa la collocazione temporale del furto. Chi aveva in custodia il quadro, infatti, non sapeva che lo stesso fosse stato trafugato.
Quella del ‘Salvator mundi’ è una storia infinita. Sembra che siano una ventina le opere che raffigurano il Cristo benedicente riconducibili a Leonardo da Vinci o attribuire agli allievi della sua scuola. Il dipinto olio su tela ritrovato dagli agenti della sezione Reati contro il patrimonio della Squadra mobile di Napoli si ispira al più famoso omonimo attribuito di recente a Leonardo e, prima di essere trafugato, era esposto nella Sala degli arredi sacri del Complesso monumentale di San Domenico Maggiore.

E’ probabile che a dipingerlo, nella prima metà del ’500, sia stato Giacomo Alibrandi, pittore messinese che frequento’ Giorgione. A portarlo a Napoli, invece, sarebbe stato Giovan Antonio Muscettola, consigliere di Carlo V e suo ambasciatore alla corte papale, che lo acquistò mentre era in missione diplomatica a Milano. Il mistero che avvolge l’opera è legato anche all’iconografia del Salvator Mundi, che deriva dalla raffigurazione della Vera immagine di Cristo, di origine bizantina, realizzata da alcuni pitt...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.