Rivolta dopo rogo in centro migranti a Milano: 7 arrestati

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Milano, 5 ago. (askanews) - E' di sette migranti arrestati, otto ricoverati per intossicazione e due agenti feriti, il bilancio definitivo delle violenze scatenatesi ieri pomeriggio in seguito ad un incendio (presumbilmente accidentale) scoppiato nel Centro di accoglienza straordinaria (Cas) di via Aquila, in zona Linate a Milano. Secondo quanto riferito dalla questura meneghina, gli "ospiti" del Cas, presumibilmente per protestare contro un presunto ritardo dei soccorsi, avrebbero ostacolato il lavoro dei vigili del fuoco che, dopo aver portato fuori un migrante rimasto bloccato all'interno di una delle stanze del centro mentre divampava l'incendio, stavano ancora spegnendo le fiamme scoppiate (sembra) per un cortocircuito.

Alle 14.50 sul posto è intervenuto l'equipaggio di una Volante che ha sorpreso un 20enne gambiano che aveva appena lanciato un pezzo di mattone verso un'autopompa dei pompieri. Dopo averlo fermato, gli agenti lo hanno caricato in auto scatenando l'ira di una trentina di altri migranti che hanno circondato l'auto nel tentativo di non farlo portare via. In questa fase, alcuni di loro sarebbero saliti sopra l'auto della polizia e avrebbero aggredito i due agenti che hanno riportato entrambi 15 giorni di prognosi per la frattura di un dito e per la distorsione dei tendini della mano destra.

Anche grazie all'intervento degli equipaggi di altre Volanti e di una squadra del Reparto mobile, la situazione è tornata progressivamente alla normalità e la polizia ha proceduto ad individuare e identificare i responsabili delle violenze, contestando a tre gambiani, due senegalesi, due ivoriani e un maliano, tutti tra i 20 e i 27 anni, i reati di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni.

Il 118 ha trasportato altri otto migranti rimasti intossicati negli ospedali Niguarda e Città Studi, uno dei quali in codice rosso e un'altro in codice verde, e ha medicato sul posto altri trenta "ospiti". Alla fine delle operazioni, cinquanta migranti sono stati trasferiti in altre strutture di accoglienza.