Rivolte carceri, Grasso: condannare violenze ma cercare soluzioni

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Roma, 11 mar. (askanews) - "Molti ignorano che i colloqui non sono solo l'unico contatto dei detenuti con i propri affetti, ma anche la principale possibilità per ricevere cibo, biancheria pulita e beni di prima necessità. Modificare improvvisamente questo equilibrio senza dare le giuste informazioni e soprattutto rassicurazioni è stato un errore gravissimo. A questo si aggiunga la paura del contagio in uno spazio in cui centinaia di corpi, tra reclusi ed operatori, condividono gli stessi spazi angusti. In tutto questo l'assenza del capo del DAP è stata ingiustificabile. Dov'era durante le rivolte? Abbiamo visto soltanto direttori e garanti". Così il sen. Pietro Grasso (LeU) durante l'informativa del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, stamattina in Senato.

Prosegue Grasso: "Signor Ministro, condivido in pieno il suo intervento di condanna della violenza, ma non basta. Così come trovo ridicole le parole di chi invoca il pugno di ferro senza sapere minimamente di cosa stia parlando. Lo dico con l'esperienza di chi non ha esitato, quando necessario, ad infliggere decine di ergastoli e migliaia di anni di reclusione; non sono temi su cui fare populismo. Il diritto alla dignità e alla vita dei detenuti vale tanto quello di tutti gli altri cittadini, e lei lo sa benissimo. Prendiamo in considerazione alcune soluzioni: ad esempio, perché non concordare con la magistratura di sorveglianza il permesso temporaneo di restare a casa per i detenuti in semilibertà che in carcere tornano solo a dormire e potrebbero essere vettori di contagi?".