Rivoluzione cosmo, l'Universo, potrebbe essere curvo e non piatto

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Rivoluzione cosmologica: l'Universo potrebbe essere curvo e non piatto. Un team internazionale guidato dall'università italiana la Sapienza ha scoperto, durante l’analisi dei dati forniti dal satellite Planck, discordanze significative che potrebbero portare a una crisi del modello cosmologico attuale e indurci a cambiare radicalmente le nostre convinzioni sulla struttura e geometria dell’Universo. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Nature Astronomy.  

"I nuovi dati ottenuti da Planck -spiega Alessandro Melchiorri, corresponding author dello studio- mostrano che l’Universo è solo il 4% più curvo di quanto si pensasse. Questa percentuale è però sufficiente a creare una discordanza con le rimanenti osservazioni astrofisiche, mostrando tensioni e differenze". 

I ricercatori spiegano che "il modello di Universo oggi più accreditato, e che finora ha superato brillantemente un numero considerevole di verifiche sperimentali, è quello di un Universo in espansione infinita a partire da un Big Bang primordiale. Una delle predizioni fondamentali del modello è che la sua geometria sia Euclidea, vale a dire un Universo 'piatto'".  

"La geometria Euclidea è la geometria che sperimentiamo nella nostra vita di ogni giorno e che abbiamo più o meno tutti studiato sui banchi di scuola. In questa geometria -ricordano i ricercatori- due rette parallele non si incontrano mai e la somma degli angoli interni di un triangolo è esattamente pari a 180 gradi. La Relatività Generale lascia tuttavia aperta la possibilità a geometrie differenti".  

"In Relatività Generale la materia influisce sullo geometria dello spazio che la contiene. In particolare, se consideriamo distanze cosmologiche, pari a miliardi di anni luce, è possibile che la geometria non sia quindi Euclidea" sottolineano ancora gli scienziati. La scoperta di anomalie ha spesso portato a una rivoluzione nella nostra concezione dell'Universo ed i ricercatori ricordano il caso dell’orbita ellittica di Marte che ha portato alla legge di gravitazione di Newton o la precessione anomala del perielio di Mercurio che ha poi portato alla Relatività Generale.  

"Ovviamente c'è ancora la possibilità che un effetto sistematico ancora non rivelato sia alla base delle discrepanze osservate" argomenta Melchiorri. Lo scienziato italiano sottolinea quindi che "esperimenti di anisotropie futuri quali il Simons Observatory chiariranno sicuramente la situazione" ma "la porta per una rivoluzione in cosmologia sembra però ora aperta ed i prossimi esperimenti potrebbero portare risultati ancora più esaltanti".