Rivoluzione plastica, come vincere la sfida per la sostenibilità

Rivoluzione plastica, come vincere la sfida per la sostenibilità

Roma, 12 nov. (askanews) – Plastica, marine-litter, buone pratiche e riciclo chimico. Se ne è parlato in occasione di “Rivoluzione plastica”, partecipatissimo convegno tenutosi presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, promosso da BASF e Globe Italia – con il patrocinio dell ISPRA – in occasione della mostra di National Geographic “Planet or Plastic?”, ospitata per un mese e fino al 14 novembre a Palazzo Valdina.

Focus ovviamente su un tema, quello della plastica e degli imballaggi, così al centro del dibattito nelle ultime settimane, con sullo sfondo la plastic tax annunciata in manovra. Una tassa che nel passaggio parlamentare, come ha ricordato nel suo intervento il sottosegretario all’Ambiente Morassut, verrà rimodulata ma che, per il portavoce dell’Alleanza per lo sviluppo sostenibile, Enrico Giovannini, va nel solco di un percorso fiscale segnato dalla promozione della sostenibilità:

“Il sistema fiscale nel suo complesso va ripensato proprio nell’ottica dell’economia circolare, dello sviluppo sostenibile. Quindi è opportuno che Governo e Parlamento, insieme alle parti sociali, insieme alle imprese, si siedano e immaginino un futuro di incentivi e disincentivi che ci spinga verso la direzione voluta”.

Nella discussione apertasi sulla plastic tax netto poi il giudizio di Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente:

“Ci si indigna quando il capodoglio o il delfino si spiaggiano e quando si fa l’autopsia si trova la plastica nell’intestino. Ci si indigna quando si vede che le tartarughe caretta caretta che sono una specie che contraddistingue il Mediterraneo rispetto ad altri mari muoiono per la presenza di plastica nell’apparato digerente e poi quando si mette in campo una norma che ha l’obiettivo di indirizzare le politiche, di ridurre la sovrapposizione di rifiuti plastici c’è qualcino che si sconvolge e sarebbe folle da parte del Governo fare marcia indietro”.

C’è però anche l’aspetto legato al valore stesso della plastica, come afferma Basf troppo preziosa per essere dispersa. Ecco allora come l’innovazione e la tecnologia, nel solco della sostenibilità, sanno venire in aiuto. Maurizio Sberna, Head of communications and government relations di Basf:

“Oltre al riciclo meccanico, realtà consolidata ma che ha dei limiti, Basf è stata tra i primi a livello globale a sviluppare una tecnologia che noi chiamiamo Chemcycling, di fatto un riciclo chimico che permette a tutta la plastica, indipendentemente dalla sua origine, anche se sporca, anche se indifferenziata, di poter essere totalmente riciclata e di riottenere una materia prima che è molto simile al petrolio. Così facendo otteniamo prodotti vergini ma provenienti dalla plastica usata”.

Conclusioni, alla ricerca di un equilibrio possibile, affidate a Chiara Braga, capogruppo PD in Commissione Ambiente alla Camera e coordinatrice dell Intergruppo per lo Sviluppo Sostenibile:

“Non è solo la discussione doverosa sulla plastic tax su cui Governo e Parlamento hanno manifestato la volontà di migliorare la norma, ma capire come definire una strategia di medio periodo per non far gravare sull’ambiente le esternalità negative di un pezzo del nostro sistema economico”.