Roberta Lombardi, M5S: “Non si capisce più cosa siamo”

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Roberta Lombardi, esponente del M5S, si esprime in merito alla sconfitta in Umbria, immaginando una svolta del partito sul metodo delle tradizionali votazioni degli iscritti online, valutando anche assemblee territoriali. “Penso che sia opportuno valutare se la piattaforma web Rousseau basti per il confronto, o se non servano anche assemblee territoriali”.

L’attacco di Roberta Lombardi

“Non si capisce più cosa siamo, qual è la nostra identità”. Quello di Roberta Lombardi sembra più uno sfogo che un’analisi alla pesante sconfitta elettorale alle Elezioni Regionali Umbria 2019 del M5S e del centrosinistra. Sconfitta pesata soprattutto ai pentastellati, caduti al 7,4 percento dei consensi. E’ al Fatto Quotidiano che la Lombardi, capogruppo alla Regione Lazio, parla, sostenendo che il “problema principale” non è l’alleanza locale col Partito Democratico, ma qualcosa di più radicato nel profondo. “Il problema principale è un altro, ovvero che non si capisce più cosa siamo, qual è la nostra identità. E su questo – continua – ha inciso anche un altro tema per noi identitario, quello del metodo. Siamo nati come un’intelligenza collettiva, ma oggi i gruppi locali sono troppo distanti dai parlamentari, i parlamentari spesso non riescono a interagire con il governo, e così via. Ma serve un collegamento, e le decisioni non possono essere calate dall’alto”.

Necessaria intesa con Pd e centrosinistra

“Cosa siamo – continua l’esponente al Fatto – lo ha ribadito Beppe Grillo 15 giorni fa a Italia 5 Stelle: una prospettiva di futuro per il Paese. Ha ribadito anche che bisogna andare avanti con i dem: ‘Basta piagnistei sul Pd”. Una precisazione su come sia necessaria trovare un’intesa con il Pd e il centrosinistra appare fondamentale per la Lombardi, concetto in totale opposizione alle parole del premier Di Maio, contrario ad altre alleanze locali con il Pd. “Ribalterei il ragionamento, ponendo domande alle forze politiche: chi ci sta a portare avanti una transizione verde nella società e nell’economia? Chi ci sta a colpire i furbi che evadono? Chi ci sta ad approvare provvedimento come la sugar tax o la plastic tax, per redistribuire le risorse? Noi non ci sottraiamo, ma bisogna lavorare assieme con spirito di costruzione”.