Roberto Maroni a Matteo Salvini: “Ha fatto una mossa azzardata”

maroni salvini

L’ex ministro leghista Roberto Maroni vede il governo giallo-rosso come un esecutivo debole, ma “destinato a durare”. Purtroppo, Matteo Salvini “ha fatto una mossa azzardata”, ma d’altro canto “non ne ha sbagliata una”. Secondo il segretario federale della Lega Nord da luglio 2012 a dicembre 2013, Salvini “ha aperto la crisi perché ha avuto garanzie. Voci dicono che avesse sentito Zingaretti e forse anche Renzi e volessero andare al voto: il suo errore è stato fidarsi“. Poi, Maroni interviene sul leader del Carroccio in un’intervista per La Stampa.

Roberto Maroni e Matteo Salvini

Roberto Maroni sta seguendo la crisi di governo in atto in queste settimane e, in un’intervista, ha rivelato che l’operato di Matteo Salvini con il governo giallo verde è stato efficace. Il leader dell Lega, infatti, “non ne ha sbagliata una”. Purtroppo, però, “aprendo la crisi ha fatto una mossa che reputava giusta, certo un po’ azzardata visto che non decide lui se sciogliere le Camere”. Sull’accusa di Berlusconi al leader del Carroccio (che avrebbe “consegnato il paese alla sinistra”) Maroni mostra un certo disaccordo e rivela: “Certo non era sua intenzione… ma potrebbe essere questa la conseguenza della sua mossa”.

Mentre riguardo la gestione della crisi, l’ex ministro leghista avrebbe “scelto un’altra strada”. Ovvero: “Dopo le Europee e il voto sulla Tav avrei chiesto un Conte bis con la stessa maggioranza ma con la Lega alle Infrastrutture, e magari, anche al ministero dell’Economia, nominando Tria commissario europeo”. Infine, sull’ipotesi di complotto europeo ha dichiarato: “Penso che questo eventuale governo e l’Europa potranno essere alleati in un’intesa win-win: l’Europa ridimensiona il sovranismo e l’Italia ha flessibilità nei conti e revisione del trattato di Dublino”.

Ritorno al Movimento 5 stelle

Un’ultima domanda dell’intervistatore di La Stampa riguarda il ritorno di Salvini ai Cinque stelle: il leader leghista ha fatto la scelta giusta? “Il messaggio forte che aveva mandato quando ha rotto era “basta con il partito del No”, posizione largamente condivisa tra i leghisti. Per questo è stata una sorpresa non favorevole il tentativo di tornare indietro. Immagino che abbia pensato “mi hanno fregato, cerchiamo di riparare il danno”. Ma non è stata la mossa giusta dal punto di vista politico, e ha creato sconcerto tra i suoi sostenitori”.