Roberto Saviano da quindici anni vive con la scorta: le sue parole

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Saviano scorta
Saviano scorta

Dopo le minacce di morte da parte dei cartelli camorristici del clan dei casalesi, la vita di Roberto Saviano è radicalmente cambiata e da 15 anni vive sotto scorta: sui social confida le difficoltà di questo lungo periodo.

Saviano da 15 anni sotto scorta

Mercoledì 13 ottobre il famoso scrittore Roberto Saviano ha condiviso un post nel quale fotografa la sua vita sotto scorta iniziata dopo le minacce di morte ricevute dai cartelli camorristici del clan dei casalesi e non nasconde il desiderio che la situazione possa cambiare.

Proprio il 13 ottobre è l’anniversario della sua nuova vita, ricordato da Saviano non senza dolore.

Saviano da 15 anni sotto scorta: le sue parole

“Che anniversario strano. Di quelli che non sai bene come gestire. 15 anni fa iniziava la mia vita scortata. Vita… quasi vita, quasi morte. A metà”, ha scritto Roberto Saviano sui social.

“Ora che abbiamo sentenze e prove a dimostrarlo possiamo gridarlo che non ci hanno ucciso perché gliel’abbiamo impedito, non perché ci è stato concesso. Ogni lettrice, ogni lettore, ogni dibattito, ogni luce ha protetto la vita e scardinato l’orrore. Sono passati 15 anni. Da 15 anni non posso aprire le portiere dell’auto blindata sulla quale viaggio, perché deve aprirla la scorta. Da 15 anni devo decidere con giorni di anticipo qualsiasi mia mossa ed entrare solo in luoghi che siano stati prima bonificati. Ora, mentre scrivo, ho i “miei” carabinieri intorno. Mi chiedo spesso quanto deve essere pesato anche a loro vivere blindati con me. Ogni giorno al mio fianco, a chiedersi quale sia il dolore di oggi: se un mio cedimento, la tensione di una lotta o chissà cosa. Ma ci sono e basta e ci sono sempre stati, ha sottolineato lo scrittore.

Saviano da 15 anni sotto scorta: il suo pensiero sul futuro

A metà tra la voglia di vivere e l’angoscia per il tempo presente, Roberto Saviano esprime il suo auspicio per il futuro.

Affida ai social il suo messaggio di speranza, scrivendo: Vorrei che tutto questo finisse, la battaglia la stiamo vincendo, la libertà del corpo devo riprenderla. Devo”.

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