Roberto Speranza: "Più vaccinati o chiuderemo di nuovo in autunno"

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Italy's Health Minister Roberto Speranza speaks during a press conference, with Italian Prime Minister and Italy's Justice Minister (unseen) at the Multifunctional Hall of the Presidency of the Council, in Rome, on July 22, 2021. (Photo by Roberto MONALDO / POOL / AFP) (Photo by ROBERTO MONALDO/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: ROBERTO MONALDO via Getty Images)
Italy's Health Minister Roberto Speranza speaks during a press conference, with Italian Prime Minister and Italy's Justice Minister (unseen) at the Multifunctional Hall of the Presidency of the Council, in Rome, on July 22, 2021. (Photo by Roberto MONALDO / POOL / AFP) (Photo by ROBERTO MONALDO/POOL/AFP via Getty Images) (Photo: ROBERTO MONALDO via Getty Images)

“Il vaccino è lo strumento per evitare nuove misure restrittive”. Il ministro della Salute Roberto Speranza parla al Corriere dei rischi di nuove chiusure in autunno se non aumenterà il numero di vaccinati in Italia. E sull’obbligo vaccinale spiega: “Non è una scelta già determinata e certa, ma uno strumento che abbiamo e se necessario andrà attuato senza paura”. Si valuterà il quadro epidemiologico e dalle ospedalizzazioni - spiega Speranza - con particolare riferimento a terapie intensive e decessi. Dati che verranno incrociati con la percentuale di vaccinati. Tra i fattori, anche la ‘forza della variante’. “Potremmo trovarci in difficoltà anche con più del 90% di vaccinati, o al contrario non avere bisogno dell’obbligo pur senza raggiungere quella quota”, spiega il ministro.
Di nuovo l’appello agli italiani è quello alla vaccinazione.

“Il virus esiste ancora, è forte e circola - dice Speranza - O rafforziamo ancora la campagna vaccinale, o siamo costretti a immaginare che a un certo punto bisognerà usare le misure del passato”. E su questa ipotesi vuole precisare: “In pandemia la coperta rischia di essere corta, o la tiriamo con forza dalla parte dei vaccini o dovremo immaginare nuove chiusure”. Ecco perché l’obbligo vaccinale non è più un’ipotesi chiusa nel cassetto. “Se la difesa del diritto alla salute e la necessità di evitare nuove privazioni della libertà ci dovessero portare a questa soluzione - aggiunge il ministro -, certo non ci spaventeremo e non ci fermeremo”. Il passaggio dell’Ema “renderebbe tutto più facile, ma i vaccini sono già sicuri e quindi si può fare anche senza, come è stato per il personale sanitario. Un governo ha sempre un margine di scelta”. I tempi? “Si valuterà col passare delle settimane”, ha aggiunto.

Gli appelli di Speranza arrivano in occasione dell’odierno G20 dei ministri della Salute a Roma, in cui si punta a un patto per vaccinare il mondo intero. “I Paesi più ricchi e forti - annuncia - si fanno carico di costruire una campagna di vaccinazione estesa a tutte le nazioni”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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