'Robocop vs Berlusconi', Tunisia alla sfida per la presidenza

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La Tunisia di nuovo al voto. Ma con sintomi di scarso entusiasmo per la democrazia. Gli elettori del Paese della Rivoluzione dei Gelsomini sono chiamati alle urne per il ballottaggio delle elezioni presidenziali. Il primo turno è stato segnato dalla disfatta dei partiti e il voto arriva a una settimana dalle legislative di domenica scorsa, che hanno prodotto un Parlamento 'a pezzi'. Il primo turno delle presidenziali ha premiato gli outsider: in corsa per la presidenza ci sono il tycoon Nabil Karoui, scarcerato mercoledì dopo settimane di carcere con l'accusa di riciclaggio di denaro ed evasione fiscale, e il giurista Kais Saied, un novellino della politica. L'atteso duello televisivo di venerdì sera è stato per molti più noioso che entusiasmante. Saied gode del sostegno del partito di ispirazione islamico moderata Ennahda, che alle legislative - secondo i risultati provvisori - ha conquistato la maggioranza dei voti. Saied, soprannominato 'Robocop' per il suo modo di parlare, è accusato dai detrattori di essere un "islamista". Gli osservatori segnalano l'assenza di una "chiara piattaforma politica". Al primo turno del 15 settembre Saied ha conquistato il 18,4% dei voti a fronte del 15,6% delle preferenze raccolte da Karoui, grande assente praticamente per tutta la campagna elettorale, patron di Nessma Tv, da tanti descritto come il "Berlusconi tunisino" e leader del neonato partito Al cuore della Tunisia. 

La detenzione di Karoui aveva creato una situazione tanto inedita quanto scomoda nell'arena politica tunisina, al punto che il presidente ad interim Mohamed Ennaceur aveva messo in guardia dal rischio che la vicenda del tycoon potesse intaccare la credibilità del voto. Salwa Smaoui, moglie di Karoui, ha parlato del caso che vede coinvolto il marito come di "un tradimento della rivoluzione". I sostenitori del patron di Nessma Tv hanno denunciato la volontà mettere a tacere la critiche contro il governo e avevano anche chiesto il rinvio del voto, mentre i detrattori lo hanno accusato di aver sfruttato l'emittente e l'ente di beneficenza da lui fondato per trarre vantaggi politici. Queste elezioni sono le seconde presidenziali dal 2011, dalla fine dell'era Ben Ali. L'ex raìs è morto il 19 settembre scorso in Arabia Saudita, dove si era rifugiato dopo essere fuggito dalla Tunisia nel gennaio di otto anni fa. Le prime elezioni presidenziali della 'nuova' Tunisia sono state quelle che nel 2014 hanno portato al trionfo di Beji Caid Essebsi, morto lo scorso luglio. La Tunisia del dopo-Ben Ali e del dopo-Essebsi, un Paese che convive da anni con lo stato d'emergenza, resta appesa a un futuro incerto, pieno di sfide.