Rocco Panico, ucciso dal Covid a 52 anni. La moglie: “Un mese di agonia”

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rocco panico
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Rocco Panico è una delle tante vittime del Covid-19 in Italia. Era originario di Lecce ma viveva a Cittadella, dove lavorava come operaio tessile. Il cinquantaduenne ha vissuto un mese di calvario nel reparto di rianimazione prima di spegnersi. I medici non sono riusciti a salvarlo. A piangerlo la moglie Amelia Lolato, che è un’operatrice sanitaria.

Il calvario di Rocco Panico

Amelia Lolato, rimasta vedova, ha raccontato il dramma vissuto. Il marito Rocco Panico ha trascorso un mese in ospedale, ma non ce l’ha fatta. “Martedì mattina mi hanno avvisata che era gravissimo, l’ho potuto vedere in videochiamata. Non accadeva dal 27 novembre scorso quando è stato ricoverato nell’ospedale di Cittadella, intubato e trasferito a Padova. Non soffriva di nulla che fosse a noi noto. Il 22 novembre la positività, tutto è iniziato con febbre e spossatezza. Poi sempre peggio fino al ricovero“, dice.

Poi il ricordo del loro grande amore. “Rocco era venuto a Cittadella a trovare la sorella, ci siamo incontrati per caso in discoteca. É stato amore da subito. Si è sempre impegnato tantissimo. Per farci la casa nei fine settimana ha lavorato anche come cameriere. Era una persona solare, di compagnia, faceva amicizia con tutti. Amava la moto ed assieme facevamo moltissimi giri. Poi il calcio, il suo Lecce“.