Rock e carisma rivoluzionario, show del mito Patti Smith a Roma

Image from askanews web site
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Roma, 28 lug. (askanews) - Carismatica, idealista e sovversiva, Patti Smith ha fatto vibrare con la sua potente voce la Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, seconda tappa, dopo Pompei, della sua tournée in Italia.

La rivoluzionaria cantautrice e poetessa rock nata a Chicago 75 anni fa, è entrata con in mano una tazza bianca contenente una bevanda calda per tenere a bada la tosse, ha rivelato in seguito, ironizzando dopo la lettura della poesia l'Urlo (Howl): "Allen Ginsberg direbbe 'la tosse è santa!". "Quest'anno è il 25esimo anniversario dalla morte del mio grande amico e insegnante, il poeta e attivista Allen Ginsberg", ha ricordato.

Della sua tosse non se n'è accorto nessuno durante lo show di oltre un'ora e mezza davanti a 2.800 spettatori di tutte le generazioni. "C'è voluto un po' per arrivare qui, ma siamo finalmente insieme e siamo davvero grati", ha esordito la sacerdotessa del rock, che ha aperto il live con il brano "Grateful".

Sul palco con Patricia Lee Smith, in arte Patti Smith, una formazione straordinaria: alla chitarra il figlio Jackson Smith, al basso-tastiere e voce l'amico di lunga data Tony Shanahan e alla batteria il vulcanico Seb Rochford, britannico e mezzo-sangue anglo-indiano.

Nella scaletta romana del 27 luglio poi "Redondo Beach", brano dal sapore reggae tratto dal primo album "Horses", che narra del suicidio di una ragazza innamorata di un'altra ragazza, l'omaggio a Bob Dylan "Wicked Messenger", e la canzone per il compleanno di Jack Sparrow "Nine". Ma è con "Dancing barefoot", dal quarto album "Wave", che la platea si alza e va sotto il palco per ballare e vedere da vicino il mito del rock. E poi ancora "Beneath the Southern Cross" e a sopresa "Walk on the Wild Side" di Lou Reed cantata da Shanahan.

E dopo il brano contro la violenza sull'uso delle armi "Boy Cried Wolfe" e un appello al clima, ricordando che "niente è più urgente del surriscaldamento globale", seguito da un omaggio al brano di Neil Young "Mother Earth", Patti Smith ha raccontato che in mattinata era riuscita a visitare il suo luogo preferito a Napoli, la tomba di Virgilio, monumento che aveva trovato chiuso il giorno prima, un inconveniente che non aveva esitato a denunciare: "Lì c'è anche un bellissimo monumento a Leopardi, due grandi poeti in un parco". Poi la lettura in inglese de "L'Infinito". A concludere "Pissing in a river", brano del 1976, estratto dal secondo album "Radio Ethiopia" e gran finale con "Because the Night", "Gloria" e "People have the power".

Dopo l'inno per i popoli di tutto il mondo, scritto - ha ricordato Patti con Fred Smith, l'ex marito e padre di Jackson - la sacerdotessa del rock ha salutato i suoi fan invitandoli a "bere tanta acqua, ad avere cura di voi stessi, a essere forti e felici".

Dopo i live al Teatro Grande di Pompei (Napoli) il 26 luglio e all'Auditorium Parco della Musica di Roma il 27, il Patti Smith Quartet si esibirà al Tecnoparco di Stresa (Verbanio-Cusio-Ossola) in un doppio concerto il 29 e 30 luglio, il 31 luglio in piazza Garibaldi a Cervia e infine il 1 agosto al Castello Sforzesco di Milano.

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