I roghi della Sardegna nella moda di Marras: "Una ferita nel cuore"

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Appaiono come figure sfocate in écru tinto nel tè o nere pece o stampe a rose, che indossano camice incastrate di pizzi, ritagli, sangallo, ricami. Avvolte da tulli, cotoni, pizzi tridimensionali e voile o in tailleur fiorati e ricamati. Sono le donne della nuova collezione di Antonio Marras, che per sua spring-summer 2022 ha voluto raccontare la sua terra, la Sardegna, devastata dagli incendi della scorsa estate, in un video girato nel parco del Muntiferru, bruciato a luglio. "Sono partito dagli incendi che hanno devastato la Sardegna, ho fatto sopralluoghi lì, dove ho girato il mio primo corto - spiega lo stilista -. La moda non è avulsa dal contesto".

A fare da leitmotiv alla collezione la frase di una canzone di Nada 'Avevo una ferita in fondo al cuore, la sentivo, la sentivo bruciare, ma non volevo soffrire'. "Lei ha recitato nella colonna sonora - sottolinea Marras - ho voluto raccontare il dolore di questi luoghi. Dei 700 ettari di parco ne sono bruciati 650. Non si capisce il dolore se non ci vai. Sono luoghi che oggi hanno un fascino tristemente meraviglioso: la terra scarnificata, distese di rami nere, pietre e crepacci". In collezione giubbotti over intarsiati, lingerie a vista, ampi gonnelloni e texani. Gli uomini sono dei puzzle di intarsi, quadri, tartan, righe e fiori. Sono ragazzi interrotti e disarticolati.

Realizzare il video ha richiesto molto impegno. "Eravamo 180 e potevamo arrivarci solo con delle 4x4 - spiega Marras - una decina di giorni fa siamo riusciti a girare tutto, filmando dall'alba al tramonto. Abbiamo girato le scene nei luoghi più impervi colpiti dall'incendio, con ragazzi autoctoni. La collezione riprende questi temi". Un simbolo di rinascita, però, c'è, ed rappresentato dall'esplosione di fiori che sovrastano il nero.

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