Rohingya, Msf denuncia: Nessuna soluzione a 2 anni fuga da Myanmar -5-

Red/Fco

Roma, 26 ago. (askanews) - Da allora, circa 128mila musulmani Rohingya e Kaman nel Rakhine centrale vivono in campi sfollati sovraffollati e precari. Poiché viene negata loro la libertà di movimento, di lavoro, nonché l'accesso ai servizi di base, dipendono esclusivamente dagli aiuti umanitari.

Tra i 550mila e i 600mila Rohingya sono rimasti a vivere nello stato del Rakhine. Le loro condizioni di vita, già difficili, sono ulteriormente peggiorate con l'inasprirsi del conflitto tra l'esercito del Myanmar e quello dell'Arakan, un gruppo armato etnico del Rakhine.

Anche in Malesia, Paese verso cui fuggono da oltre 30 anni, i Rohingya si trovano in un limbo. La mancanza di uno status giuridico li porta, insieme agli altri rifugiati e richiedenti asilo, a vivere in una crescente condizione di precarietà. Non potendo lavorare legalmente, finiscono nel mercato nero, sfruttati, a volte costretti alla schiavitù per aver contratto debiti ed esposti a incidenti sul lavoro.