Rojc (Pd): alla Camera avrei votato no a taglio parlamentari

Pol/Arc

Roma, 8 ott. (askanews) - "Gli impegni che i capogruppo di maggioranza hanno formalmente assunto in tema di legge elettorale e riforme della Costituzione sono significativi ma al momento insufficienti ad evitare che la riduzione del numero dei parlamentari incida in modo drammatico sul tema della rappresentanza delle minoranze linguistiche nazionali. Per questo, dopo aver votato tre volte no al taglio, se oggi fossi alla Camera voterei 'no' ancora una volta". Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc, che fa parte del gruppo Pd a Palazzo Madama, quale espressione della minoranza linguistica slovena in Italia.

"Se non sarà accompagnata da precisi e vincolanti obiettivi - continua la senatrice - la riduzione rappresenta un vulnus costituzionale per evitare il quale mi batterò in tutti i modi, perché l'appiattimento e l'assimilazione delle minoranze non possono essere nel Dna di questa maggioranza. E invece, sarà di fatto impedita la possibilità, peraltro prevista dalla Costituzione, dagli Statuti regionali, dalle leggi di tutela, una seppur minima presenza di rappresentanti di minoranze linguistiche autoctone nel Parlamento nazionale". "Nelle modifiche che apporteranno alla Costituzione e alla nuova legge elettorale - precisa Rojc - i capigruppo di maggioranza diano seguito agli impegni assunti, rispettino e tutelino la presenza delle nostre minoranze nel Parlamento nazionale. Questo punto è qualificante e non accessorio".