"Rolex, escort e droga coi soldi dei vecchi": così parlava la banda delle truffe agli anziani

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Orologi d’oro, feste e droga con i soldi delle vittime: così la banda delle truffe agli anziani spendeva il ricavo dei colpi realizzati nel milanese. Sono 6 gli arresti effettuati nelle ultime ore, dopo i 37 di due settimane fa. Nelle intercettazioni, i truffatori pronunciavano frasi come “dobbiamo fregare i vecchi”, “noi i vecchi ce li mangiamo”. E poi spendevano i bottini nei locali alla moda, in escort, in vacanze  e droga. A riportare i dettagli della vicenda e delle deposizioni dei pentiti è il Corriere della Sera.

Uno dei pentiti si chiama Giovanni Fortunato, ha 30 anni e nella confessione contenuta nell’ordinanza del gip Alessandra Cecchelli dice: “La prima truffa è stata a inizio febbraio, vicino corso Como: ho fatto 300 grammi di oro e 850 euro in contanti. Da quel momento ho continuato a farne in tutta Lombardia e a Torino, insieme a Michele Diana che faceva il telefonista”.

Col termine “telefonista” si definisce la persona che chiamava a casa degli anziani, raccontava che il figlio o la figlia avevano avuto un incidente stradale, erano stati colti con l’assicurazione scaduta ed erano stati portati in caserma. Per la libertà dei figli agli anziani veniva chiesto di versare una somma in denaro o qualsiasi altra forma di pagamento.

Tutto era ben accetto: contante, orologi, anelli, beni di famiglia. Ruoli precisi, all’interno delle bande. Fortunato era addetto alla “riscossione” a domicilio: “Dovevo essere sempre vestito bene, mi sedevo al bar e aspettavo. Quando una telefonata era buona, allora io entravo nell’abitazione e prendevo. Guadagnavo il venti per cento della refurtiva”.

I truffatori erano sprezzanti e convinti di farla franca, a testimoniarlo sono i contenuti delle intercettazioni: 

Le telefonate intercettate erano tutte uguali (“Dobbiamo fregare i vecchi”, “Noi i vecchi ce li mangiamo”) e, come ha svelato il pentito, “con i soldi dei vecchi ci paghiamo i Rolex”. Certi giorni, i balordi hanno...

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