Rolling Stones da brividi a Lucca: cantano anche in italiano

Chiara Troiano
The Rolling Stones

In 60mila aspettavano da mesi. L'attesa è stata lunga, ma alla fine il momento è arrivato. Una Lucca vestita a festa ha accolto i Rolling Stones per l'unica data italiana del tour europeo. I fan più accaniti non sono voluti mancare, tanto che il prezzo per accaparrarsi un ambito biglietto nelle ore che hanno preceduto il concerto è lievitato fino a toccare i 1.300 euro. Ma, per chi ne ha avuto la possibilità, il costo è valso lo show. Non solo per il talento indiscusso di Mick Jagger e la sua band, ma per l'emozione di trovarsi davanti ad una icona. La frase che durante la giornata rimbalzava per la città era: "E quando mi ricapita?".

Gli Stones sono arrivati in Italia giovedì, a Pisa, e si sono concessi un paio di giorni a Firenze dove Jagger non ha perso l'occasione di andare a vedere il David di Michelangelo. Prima del concerto, anche una cena speciale preparata da Gennaro Esposito, chef con doppia stella Michelin. In Italia la band inglese mancava dal 2014, dal concerto al Circo Massimo di Roma, e gli abitanti del Belpaese hanno risposto 'pronti' alla chiamata delle Pietre rotolanti. Ma a Lucca non sono accorsi solo dallo Stivale.

La città si è riempita anche di stranieri: francesi, tedeschi, austriaci, ma soprattutto inglesi visto che, a oggi, nella terra natia del gruppo non è prevista nessuna data del 'No filter tour'. Appassionati di ogni età: dai coetanei degli Stones fino agli adolescenti, addirittura qualche genitore con neonati che, di certo, stanno crescendo a latte e rock'n roll. Non sono mancati anche fan-vip: fra gli altri, avvistati Javier Zanetti (che nel pomeriggio ha regalato al frontman una maglietta dell'Inter), Alessandro Cattelan, Bebe Vio, Piero Pelù, Emanuele Filiberto di Savoia e la segretaria della Cgil Susanna Camusso.

Lucca si è inchinata alla storia del rock, tanto che per un giorno sono state chiuse le scuole. Ogni vetrina dei negozi del centro ha esposto in bella vista la linguaccia, inconfondibile marchio di fabbrica degli Stones. Per le strade della città hanno risuonato i brani degli Stones con gruppi di fan a improvvisare capannelli per intonarne le strofe più celebri. Al passaggio di ogni macchina dai vetri oscurati per le vie pedonali dentro le Mura, un fiume di gente si metteva alla rincorsa per riuscire a catturare anche solo una foto dei miti del rock. E, a qualcuno, è anche andata bene perché in effetti Mick e colleghi sono arrivati in auto, tanto che lo stesso Jagger ha postato un video delle persone che li hanno accolti a bordo strada.

Controlli di sicurezza serratissimi, all'ingresso, con tre varchi disposti uno dopo l'altro per impedire l'accesso di bottiglie, caricabatterie, powerbank e soprattutto zaini di grosse dimensioni. Ma per poter entrare e assistere al concerto, i fan hanno accettato di buon grado di buttare tutto ciò che non era consentito portare. C'è chi ha abbandonato anche intere borse pur di poter vedere i quattro 'ragazzacci' del rock. Ma c'è anche chi, per guadagnarsi una vista migliore, ha cercato di arrampicarsi sugli alberi dell'area. Subito fermati, hanno dovuto godersi lo spettacolo come tutti gli altri. E gli Stones non hanno deluso.

Due ore ininterrotte di spettacolo (aperte dai The Struts che hanno raccolto uno scroscio di applausi) in cui hanno ripercorso i grandi successi della loro ormai più che cinquantennale carriera. Una scaletta 'a sorpresa', visto che ad ogni concerto la stanno, almeno in parte, cambiando. Senza però eliminare i grandi successi che i fan si aspettano. Per l'Italia, una chicca in più: la versione italiana di 'As tears goes by', 'Con le mie lacrime' nella nostra lingua. Ad aprire 'Sympathy for the devil', a chiudere 'Jumpin' Jack Flash'.

Un'area destinata allo show suggestiva: lungo le Mura antiche della città, 93 metri per 215, con un palco di 52 metri per 24 e una pedana a prolungarsi verso il pubblico per 27 metri. Il quartetto inglese si è mostrato in una forma invidiabile. L'idea che danno, ancora oggi, è di essere quattro colleghi e amici di lunga data che salgono sul palco e si lanciano sguardi d'intesa, senza bisogno di parole. Si divertono. E emozionano, senza essere nostalgici. Un regalo per gli spettatori italiani che temono di non vedere più la band in concerto nello Stivale, quantomeno in un live all'aperto come questo. Nonostante le condizioni fisiche straordinarie, gli anni passano anche per gli Stones. C'è da dire che, ormai, ogni volta si pensa che sia l'ultima. Loro, imperterriti, vanno avanti e sembrano aver trovato l'elisir di eterna giovinezza. Se lo show toscano fosse l'ultimo in Italia del gruppo britannico, nessuno potrebbe lamentarsene. Ma i Rolling Stones danno l'idea che le cose belle, davvero, possano durare. It's only rock 'n roll, but we like it.

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