A Roma 2400 multe nel 2019 grazie a lotta agli eco-reati

Red/Cro/Bla

Roma, 28 feb. (askanews) - La lotta agli eco-reati e ai comportamenti illeciti in materia di rifiuti, dal 2019, ha fatto un vero e proprio salto di qualità grazie al sistema delle cosiddette "fototrappole", gestite dalla Polizia Locale di Roma Capitale.

Si tratta di sofisticati sistemi di videosorveglianza, anche a infrarossi, che scattano un numero molto alto di immagini e che, proprio per scovare i responsabili, sono state posizionate nelle principali arterie di Roma e in alcuni punti "caldi" della città.

Con questa tecnologia, nell'ultimo anno, il Nucleo ambiente e decoro (Nad) della Polizia Locale è riuscito ad elevare circa 2.400 sanzionati, che corrispondono a circa 300 mila euro.

Grazie all'analisi delle immagini sono stati più volte identificati alcuni soggetti che, sistematicamente, gettavano rifiuti in modo errato. Tra questi ci sono gli "svuota-cantine", che hanno buttato diversi tipi di materiali nei cassonetti domestici o in aree verdi, e i cosiddetti "pendolari dei rifiuti": con questo termine vengono indicate persone residenti nei Comuni limitrofi al territorio di Roma Capitale, dove è attivo il sistema di raccolta differenziata porta a porta, che buttano la propria spazzatura nei cassonetti stradali di Roma. Solo nel 2019 sono stati 1.058 i casi di "pendolarismo" sanzionati anche grazie all'uso delle fototrappole.

In totale, grazie alle circa 50 fototrappole utilizzate da maggio a dicembre 2019, sono state indagate 45 persone per diversi tipi di reati ambientali ed ammontano a 85 gli automezzi sequestrati ai fini della confisca.

La sindaca Virginia Raggi si è detta molto soddisfatta dei risultati portati avanti da questo strumento d'indagine e spiega che l'utilizzo di tecnologie sempre più sofisticate è fondamentale per identificare e perseguire le organizzazioni e i singoli che inquinano la città di Roma. Nel ringraziare gli agenti del Nad per il lavoro di analisi, la sindaca ha inoltre ricordato l'attenzione dell'Amministrazione verso la repressione degli ecoreati, dimostrata proprio dall'aver istituito un gruppo specifico che si occupa di questa materia.