Roma, 40enne accusato di falso e bigamia: il processo

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Un uomo di 40 anni dovrà affrontare un processo per falso e bigamia: la singolare vicenda si è verificata a Roma ed è stata denunciata dal parroco che ha celebrato il secondo matrimonio dello sposo.

Processo per bigamia, la denuncia del parroco che ha celebrato il secondo matrimonio

Sulla base delle informazioni riportate da Il Corriere della Sera, il sacerdote Giuseppe Piervincenzi ha dovuto denunciare alle autorità giudiziarie un suo parrocchiano, il 40enne Alessandro Sinisi, per aver dichiarato il falso ed essersi sposato per ben due volte.

Tempo fa, infatti, il prete aveva celebrato presso la chiesa di Santa Rita a Tor Bella Monaca, a Roma, il matrimonio tra Alessandro Sinisi ed Eleonora Di Clemente: in seguito alla cerimonia, tuttavia, il religioso non era riuscito a portare a compimento la trascrizione dell’atto di matrimonio al Comune cittadino. Insospettito da una simile circostanza, quindi, l’ecclesiastico ha esaminato i documenti del 40enne, scoprendo che il “certificato di nascita, residenza e stato civile” rappresentava in realtà un falso.

Processo per bigamia, lo sposo: “Non sapevo di essere sposato, non conosco quella ragazza”

Circa dieci anni prima rispetto alla promessa di matrimonio che il 40enne ha rivolto alla consorte Eleonora Di Clemente, si è scoperto che l’uomo si era già unito in matrimonio con una giovane donna albanese, identificata come Stella Xoxhi.

Sinisi, quindi, è stato denunciato alle forze dell’ordine e dovrà rispondere delle accuse di falso e bigamia: nella giornata di martedì 15 giugno, pertanto, in un’aula del Tribunale di piazzale Clodio, il 40enne è stato rinviato a giudizio per bigamia.

In questo contesto, l’uomo accusato di essersi sposato due volte ha asserito di non essere a conoscenza del primo matrimonio, contratto con la giovane originaria dell’Est Europa. Secondo quanto asserito da Sinisi, infatti, la cerimonia si sarebbe svolta a sua totale insaputa.

Processo per bigamia, la linea difensiva di Alessandro Sinisi e le indagini degli inquirenti

La linea difensiva espressa da Alessandro Sinisi non è stata considerata veritiera dal giudice del Tribunale di piazzale Clodio, chiamato a esprimersi in merito alla vicenda nella giornata di martedì 15 giugno.

Su richiesta del pubblico ministero Andrea Cusani, di conseguenza, l’uomo è stato rinviato a giudizio e, qualora dovesse essere giudicato colpevole, rischia fino a cinque anni di reclusione.

Sulla vicenda, sono state chiamate a esprimersi anche le due mogli del 40enne romano che si sono dette totalmente estranee rispetto all’accaduto.

In attesa del definitivo pronunciamento nei confronti dell’accusato, le forze dell’ordine procederanno con le indagini e tenteranno di chiarire il ruolo dei testimoni e del funzionario che ha siglato l’atto di matrimonio con l’albanese Xoxhi.

Al momento, infatti, gli inquirenti stanno valutando tutte le ipotesi del caso, comprese quelle che considerano l’uomo vittima di un errore di trascrizione del quale era ignaro o di un autentico inganno.

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