Roma, ad dimissionario di Ama: tra 15 giorni grossissimi problemi

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Roma, 2 ott. (askanews) - "Tra quindici giorni la città avrà grossissimi problemi. Io non uso il termine emergenza, ma con la fine dell'ordinanza regionale che dispone il trattamento obbligatorio dei rifiuti della città - e che finora non è stata rispettata - ci ritroveremo a patire ancora di più la carenza di impianti dove lavorare e depositare i rifiuti e le difficoltà di Ama di trasferire l'indifferenziato". Così Paolo Longoni, amministratore delegato dimissionario di Ama, in una intervista al Messaggero. "Io e gli altri ex membri del Cda l'abbiamo cercata una settimana fa per chiederle un incontro. Dalla sua segreteria ci hanno risposto che ci avrebbero contattato. Non l'hanno fatto".

Una discarica "è inserita, per il territorio di Roma, nel piano dei rifiuti della Regione scritto in accordo con il ministero dell'Ambiente. Anche perché l'unica esistente nel Lazio, quella di Colleferro, sta per chiudere. Posso dire che in una prospettiva virtuosa, se si lavora sull'indifferenziata, nel medio e lungo termine la necessità di una discarica cessa. Ma nel breve termine Colleferro chiude e questa è l'unica strada per liberarsi dal giogo dei privati".

Quanto ai 18,3 milioni di euro per i servizi cimiteriali che il Comune dice di non dover pagare, "quei 18 milioni e la decisione di svalutarli o meno non sono mai stati un problema. Sono inseriti tra gli attivi di bilancio, ma contemporaneamente sono congelati e compresi anche tra le passività potenziali. In sostanza non erano soldi in più che il Comune avrebbe dovuto girarci". Quando vi ha chiamato, Raggi vi ha chiesto di non inserirli tra i crediti a rischio come aveva fatto il suo predecessore. "E' falso. Quando abbiamo avuto il mandato, abbiamo concordato che per questa posta in bilancio avremo trovato la soluzione migliore contabile, ma soltanto dopo una due diligence del Comune. Come prevede una delibera della giunta dello scorso febbraio. L'istruttoria, credo, sia ancora in corso. Allo stesso modo abbiamo detto alla giunta dall'inizio che gli impianti andavano fatti".