Roma, ai Fori Imperiali la Marcia per la Vita

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Ai Fori imperiali a Roma la decima edizione della Marcia per la Vita, sospesa l’anno scorso per il Covid. Le associazioni pro-vita sono scese in piazza in una mobilitazione statica per il diritto di ogni bambino a venire al mondo ed una campagna contro il ddl Zan "le cui prime vittime saranno le donne e i bambini ".

In piazza sono risuonate le parole di papa Wojtyla: "Non staremo a guardare, ma ci alzeremo in piedi". La manifestazione è stata aperta dalla presidente della Marcia per la Vita, Virginia Coda Nunziante che ha dato la parola, a nome dei loro rispettivi governi, a Janusz Kotanski – Ambasciatore della Polonia presso la Santa Sede e ad Eduard Habsburg - Ambasciatore dell’Ungheria presso la Santa Sede. Hanno quindi preso la parola John Smeaton , presidente di Society for the Protection of the Unborn Children e monsignor Antonio Suetta, vescovo di Sanremo-Ventimiglia.

Il presule Kotanski, in collegamento, ha osservato: "Mi domando come sia possibile parlare di futuro e quindi di natalità, elemento essenziale ed imprescindibile di tale prospettiva, senza denunciare e rigettare la principale causa del cosiddetto freddo inverno demografico, che stiamo attraversando; la convinzione, cioè, che la vita umana sia da una parte considerata come un bene di consumo o un diritto - quasi un capriccio – da pretendere a piacimento e ad ogni costo, e dall’altra venga offesa, calpestata e soppressa quando, con malvagia e miope attitudine egoistica, disturba l’assurda pretesa di una vita comoda. E noi, come diceva San Giovanni Paolo II, non staremo a guardare, ma ci alzeremo in piedi."

"Sono fiero di poter rappresentare, come ambasciatore presso la Santa Sede, la Polonia, che tutela i diritti dei più deboli e indifesi: i bambini non nati. Nell'autunno dello scorso anno, il nostro Tribunale Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta "pratica eugenetica" nella legge sulla pianificazione familiare, la protezione del feto umano e le condizioni per l'ammissibilità dell'interruzione della gravidanza, che è un passo significativo e forte nella tutela giuridica della vita umana", ha detto ancora Kotanski.

"Cari partecipanti alla Marcia per la Vita 2021, vi porto un messaggio positivo dall’Ungheria: è possibile incoraggiare le famiglie a dire di sì alla vita! Il governo ungherese ci lavora da nove anni, e abbiamo ottenuto risultati meravigliosi: +aumento dei matrimoni del 40%, +diminuzione dei divorzi del 25% e + diminuzione degli aborti del 30%". Questo l'intervento sul palco di Eduard Habsburg, ambasciatore dell’Ungheria presso la Santa Sede, che ha sottolineato: "Per un tale cambiamento è indispensabile la volontà del governo ad impegnarsi per le famiglie, aiutandole e dando loro il messaggio che tanti figli rappresentano un regalo per la società. Le famiglie vanno aiutate economicamente, con prestiti a fondo perduto, tasse ridotte o abolite e aiuti finanziari per la casa, o per altre esigenze".

"Una società che non mette al centro la vita muore. E lo vediamo dai numeri drammatici che evidenziano una crisi demografica che sembra senza ritorno. Nel 2020 l'Istat ha registrato 384mila residenti in meno: sparita una città come Firenze. Basta con le culle vuote. Per questo sono presente alla Marcia per la Vita", le parole di Simona Baldassarre, medico, europarlamentare della Lega, Responsabile del Dipartimento Famiglia del Lazio.

"Come politico, medico e madre, il mio è un appello alla politica: investiamo concretamente sulla famiglia. I provvedimenti adottati finora sono episodici, positivo l’assegno unico, ma per il futuro servono soluzioni più strutturali. Se riparte la famiglia, riparte l’Italia. La buona battaglia oggi è respingere anche l’attacco ideologico che, con nuove leggi tipo il Ddl Zan, mira a indebolire questa cellula naturale, fondamentale per la cura e la crescita della collettività. Occorre lavorare per un nuovo Welfare - conclude - che metta al centro i diritti dei figli e i diritti delle donne, non più obbligate a dover scegliere tra famiglia e lavoro. Essere per la Vita significa mettere in condizione una ragazza che è rimasta incinta di poter portare avanti quella gravidanza senza dover scegliere per la morte".

"Questo tradizionale appuntamento spinge il nostro sguardo a considerare il dono della vita in tutte le sue espressioni e specialmente a sostenere e promuovere quelle più fragili e indifese in tutti i modi possibili: accompagnando, supportando spiritualmente e materialmente, diffondendo cultura e pensiero buoni, con la preghiera, la testimonianza, la ricerca, il volontariato e l’impegno socio-politico". Così Monsignor Antonio Suetta - vescovo di Sanremo, Ventimiglia - presente in collegamento con la marcia per la vita, che ha aggiunto: "Mi domando come sia possibile parlare di futuro e quindi di natalità, elemento essenziale ed imprescindibile di tale prospettiva, senza denunciare e rigettare la principale causa del cosiddetto freddo inverno demografico, che stiamo attraversando; la convinzione, cioè, che la vita umana sia da una parte considerata come un bene di consumo o un diritto - quasi un capriccio – da pretendere a piacimento e ad ogni costo, e dall’altra venga offesa, calpestata e soppressa quando, con malvagia e miope attitudine egoistica, disturba l’assurda pretesa di una vita comoda. E noi, come diceva San Giovanni Paolo II, non staremo a guardare, ma ci alzeremo in piedi".

La Marcia per Roma "mi fu proposta nel 2010 quando ero delegata alle pari opportunità. Da allora svolgono un importante lavoro per quella che è la promozione sulla tutela della vita fin dal concepimento, ancor più oggi per l’inverno demografico del Paese". Lo dice all'Adnkronos Lavinia Mennuni, consigliere comunale a Roma per Fratelli d’Italia, tra il popolo della Marcia per la Vita. Aggiunge Mennuni: "Abbiamo denunciato il Campidoglio per il poco che è stato fatto a livello di maternità e famiglia. Soprattutto alla luce di questi due anni di pandemia. Roma l’anno scorso aveva 7 mila nati in meno rispetto al precedente e sono certa che quest'anno il dato sta crescendo ancora di più".

"A livello nazionale - prosegue - vediamo spiragli, ma non a livello comunale. E’ tardi si deve fare di più. Abbiamo presentato un paio di mesi fa un documento con Giorgia Meloni sul tema della natalità e sull’esigenza di incrementare le logiche a sostegno. Ma - conclude - è stato bocciato".

L'Associazione 'Non si tocca la famiglia' chiede intanto in una lunga lettera al ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi di informare le ragazze sin dai banchi di scuola sui rischi psicofisici derivanti dall'aborto e dall'uso della Ru486 sin dalla giovanissima età.

"Ciò che bisognerebbe fornire ai giovani - si legge - non riguarda solo evitare una gravidanza in un momento della vita che non si ritiene consono, ma è tutta una serie d’informazioni che ottempererebbero all’art.1 della L. 194/78: conoscere lo sviluppo dell’embrione sino alla maturazione a lattante, renderebbe più consapevoli i giovani del fatto che lo Stato Italiano «tutela la vita umana dal suo inizio» e che la gravidanza non sia una malattia, ma la maternità possieda un «valore sociale» che è sempre più vitale, se valutiamo con onestà intellettuale le conseguenze dell’inverno demografico. Essere edotti delle precedenti informazioni anche a partire dalle scuole.

"Chiediamo - elenca l'associazione - Il diritto di ricevere informazioni sullo sviluppo embrionale già sui banchi di scuola (dato che frotte di operatrici sanitarie sono libere di propugnare anticoncezionali e aborto); Il diritto di leggere e ascoltare tramite ogni mezzo (televisivo e tramite giornali femminili) tutte le vicende che riguardano le donne che hanno fatto ricorso all'aborto e poi si sono pentite; Il diritto di poter vedere manifesti contenenti immagini dello sviluppo embrionale e di tutte le associazioni che offrono sostegno alla maternità; Il diritto di veder affermare incontrovertibilmente che venire al mondo è un diritto di ogni bambino; Il diritto di ascoltare da rappresentanti della salute pubblica e da politici dello Stato, che il ruolo sociale e culturale della donna madre è fondamentale per tutta la cittadinanza, oltre che essere un privilegio per ogni donna".

"Grazie di questa splendida iniziativa, che ormai si ripete da molti anni nella nostra capitale per ricordare a tutti la bellezza e lo splendore della vita nascente". Con queste parole Matteo Salvini si rivolge in una lunga lettera al popolo della Marcia a Roma ed aggiunge: "Il presidente Trump, partecipando alla marcia per la vita di Washington del 2020, ha detto parole che questa mattina vorrei fare mie: ‘Insieme, dobbiamo proteggere, custodire e difendere la dignità e la santità di ogni vita umana’".

"Vorrei in particolare ringraziare le moltissime associazioni e realtà laiche e cristiane che partecipano a questa giornata e che ogni giorno portano l’impegno dei loro generosi volontari al fianco delle madri con gravidanze difficili, pronti ad aiutarle a decidere per la vita. Ogni bambino che viene al mondo è un dono immenso per l’intera umanità".

"So che molti di voi svolgono un’opera di volontariato preziosa nei Centri di aiuto alla Vita, grazie ai quali anche quest’anno sono nati oltre 7000 bambini che senza il vostro aiuto non sarebbero tra noi. Grazie per quello che fate!".

"Ho anche saputo che qualcuno di voi è stato aggredito e insultato per il suo impegno pro-vita. Vi comunico tutta la mia solidarietà e vi prego! Non interrompete il vostro servizio per colpa di quattro scalmanati pieni di ideologia e vuoti di rispetto".

"Con i parlamentari della Lega abbiamo predisposto un disegno di legge quadro in favore della famiglia, nel quale abbiamo previsto importanti investimenti a protezione della vita nascente, perché nessuna vita umana sia più perduta a causa delle condizioni economiche, sociali o personali in cui versa una madre".

"Chiederò poi ai governatori delle regioni governate dalla Lega di porre in essere a loro volta tutte le misure necessarie a garantire la salute della donna e del nascituro, aggiungendo risorse e offrendo tutto quanto necessario per non lasciare indietro nessuno, né per ragioni economiche o sociali, e neppure per ragioni legate alla disabilità. Ogni mamma e ogni papà sono autentici eroi, ma è ora di aiutarli seriamente nel loro compito così impegnativo Le sfide contro la vita non riguardano solo la nascita, ma anche gli anziani e i disabili, spesso abbandonati e spinti verso la ben triste proposta dell’eutanasia. Le terapie e le cure palliative sono costose,e non vorrei che qualcuno, per risparmiare, orientasse i pazienti verso al ben più economica eutanasia. La comunità nella quale crediamo non deve dispensare morte, ma deve impegnarsi a sostenere la vita, ogni vita, costi quel che costi".

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