Roma, Alessia Piperno è atterrata all'aeroporto Ciampino

Alessia Piperno
Alessia Piperno

Alessia Piperno è atterrata a Roma, presso l’Aereporto di Ciampino. La giovane blogger italiana tenuta in prigione per quasi due mesi in Iran torna a casa. Il premier Giorgia Meloni ha fatto i dovuti ringraziamenti a coloro che hanno lavorato per la scarcerazione e il rimpatrio.

Alessia Piperno è arrivata a Roma: le parole di Giorgia Meloni

L’aereo che ha riportato a casa, tra le braccia dei suoi familiari, Alessia Piperno è atterrato nella sua città, Roma, alle 17.20 di oggi, 10 novembre 2022. La giovane 30enne romana è stata accolta dal presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni che, mentre era con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al termine delle sue dichiarazioni alla stampa ha annunciato:

“Stoltenberg mi perdonerà se faccio una cosa irrituale, ma come avrete saputo Alessia Piperno sta tornano a casa“.

Poi ha continuato con i ringraziamenti:

“Volevo ringraziare i nostri servizi di intelligence, il sottosegretario Mantovano, e il ministero degli Esteri per il lavoro straordinario e silenzioso per riportare a casa questa ragazza”.

No comment della famiglia Piperno, le parole di Letta

Al momento la ragazza e la famiglia Piperno non hanno rilasciato alcuna dichiarazione. Tra i commenti istituzionali figura anche quello di Enrico Letta, leader dimissionario dei dem che ha scritto su Twitter: “Che bella notizia. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla liberazione di Alessia Piperno”.

L’arresto di Alessia Piperno raccontato dal padre

Il padre aveva reso noto tutto il calvario che la famiglia Piperno stava attraversando scrivendo un lungo post su Facebook in cui parlava dell’incarcerazione della figlia:

“È una viaggiatrice solitaria, gira il mondo per conoscere usi e costumi dei popoli. Si è sempre adeguata e rispettato le tradizioni e, in certi casi, gli obblighi, di ogni Paese che ha visitato. Erano 4 giorni che non avevamo sue notizie, dal giorno del suo 30esimo compleanno, il 28 settembre. Anche il suo ultimo accesso al cellulare riporta quella data. Stamattina arriva una chiamata. Era lei che piangendo ci avvisava che era in prigione. A Teheran. In Iran”.

Poi aveva fatto sapere:

Ci siamo subito mossi con la Farnesina, abbiamo chiamato l’ Ambasciata italiana a Teheran. Ma ancora non sappiamo niente, neanche il motivo della reclusione. Ci dicono che si stanno muovendo”.