A Roma anno pastorale di "ascolto": abitare col cuore la città -2-

Ska

Città del Vaticano, 18 set. (askanews) - Il problema, ha detto il vicario del Papa per Roma, è che "noi raramente ascoltiamo con il cuore. Per di più il nostro cuore è spesso stretto, non ospitale, non c'è spazio per le vite degli altri. Oppure crediamo di saper già ascoltare, ci diciamo che in fondo già sappiamo ciò che gli altri stanno gridando, che i lamenti degli abitanti della nostra città di Roma li abbiamo già uditi tante volte nell'autobus, tra colleghi di lavoro, al bar o in fila alla posta". Ma questo modo di osservare la realtà è riduttivo e condizionato da pregiudizi, è "un modo di pensare da 'discepoli-evangelizzatori atei'" perché "è un ascolto delle vite degli altri che rivela di non credere nel Signore risorto e nella potenza dello Spirito Santo". Serve invece - ha osservato De Donatis - un "cuore contemplativo" che sappia "riconoscere con lucidità autenticamente spirituale la presenza e l'azione di Dio nelle vite degli altri e nella storia umana. Pensiamo a Maria: il Mistero di Dio nella storia è per il momento solo un bambino piccolissimo concepito nel suo grembo, eppure il suo cuore già esulta e vede delinearsi all'orizzonte il sovvertimento della società umana. Questo è avere un cuore contemplativo, questo è essere inabitati dallo Spirito. E solo questo cuore mariano sa ascoltare". I piccoli, i poveri, "meritano che noi li ascoltiamo così, prendendoli sul serio, come fa Dio, e soprattutto riconoscendo la storia che Dio intesse con loro, a partire dalle loro esistenze solo apparentemente banali".

Il cardinale vicario, dopo aver citato l'esortazione apostolica di Papa Francesco Gaudete et exsultate, passa poi a esempi concreti: "Quando un giovane si appassiona dei temi ecologici o di quelli sociali e li approfondisce, informandosi e confrontandosi con gli altri, e decide di dare il suo piccolo ma grande contributo, attraverso la condivisione delle idee, l'affermazione dei principi giusti, [...] che cosa c'è dietro questa bellissima ostinazione se non lo Spirito della verità, del regno di Dio che è amore, giustizia, pace? Quando una famiglia sperimenta che i loro nuovi vicini di casa vengono da un paese straniero, con tradizioni culturali e religiose differenti, ma che è profondamente arricchente imparare a conoscersi, a rispettarsi, ad aiutarsi, e che i pregiudizi vengono meno per lasciare lo spazio a ciò che accomuna, non è un anticipo di quel mondo nuovo che lo Spirito sta realizzando nel mondo, attraverso il parto e i gemiti della storia umana?". Roma, ha concluso De Donatis, "è piena di persone e di famiglie che vivono le beatitudini, che ogni giorni lottano e si impegnano per il bene dei loro figli e per il futuro di tutti. E' dai piccoli come Maria e Giuseppe, è dalle periferie umane come la Nazareth del Vangelo, che il Signore vuol far ripartire una nuova fase della vita della Chiesa e del mondo. A noi è chiesto di ascoltare il grido del dolore e del parto del mondo nuovo, di riconoscere la presenza di Dio e dello Spirito nella vita delle persone e della storia umana. Lì Dio agisce. Solo un cuore abitato dallo Spirito lo sa ascoltare e riconoscere".