Roma, Baglio-Zannola(Pd): retromarcia su rifiuti, 40 mesi buttati

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Roma, 8 ott. (askanews) - "Tre anni e mezzo buttati a spiegare alla città la strategia del 'riuso e del riciclo' con il risultato di non aver incentivato nell'uno nell'altro. L'amministrazione Raggi è passata dalla promessa rifiuti zero alla nuova realtà 'rifiuti dappertutto'. Il nuovo Amministratore Unico di Ama Stefano Zaghis come ha fatto ingresso nella sede di Ama ha immediatamente innestato la retromarcia sulla raccolta differenziata e anziché rinforzare gli organici come da mesi richiedono i sindacati si appresta a sostituire ed assumere altri dirigenti. È l'esito di un fallimento su tutta la linea con ripercussioni evidenti sulla vita dei cittadini. In tre anni e mezzo l'unica politica della giunta sull'azienda capitolina è stata quella del gambero: rimozione dei progetti sugli impianti previsti dalla giunta Marino, riduzione della percentuale di differenziata, diminuzione di uomini e mezzi impiegati nella raccolta dei rifiuti, taglio dei corrispettivi dovuti per i servizi resi dall'azienda comunale. Gli unici dati con il segno più riguardano: il numero dei CdA impiegati e dei dirigenti coinvolti nei cambi di management; le tonnellate di spazzatura che rimangono in strada e le spese sostenute per pagare i vari manager licenziati. È una vera e propria disfatta, tutto quello che era stato investito per la differenziata restano soldi buttati". Così in una nota i consiglieri del PD capitolino Valeria Baglio e Giovanni Zannola. "Passare dal libro dei sogni agli atti, e dalla propaganda ai fatti non è semplice, - sottolineano gli esponenti dem- soprattutto se a guidare la politica è un'approccio ideologico ai problemi e non un'azione pragmatica per dare soluzioni alle richieste dei cittadini. Ora, potremmo dire che glielo avevamo detto tante volte in Assemblea Capitolina, per il bene di Roma e dei romani, di mettere da parte la propaganda e di adottare misure idonee a trasformare Ama in una moderna azienda industriale capace di trattare il rifiuto a 360 gradi e di produrre utili, rendendo parimenti Roma autosufficiente con la chiusura del ciclo dei rifiuti. Purtroppo - concludono Baglio e Zannola - questa amministrazione ha fatto fare grandi passi indietro su entrambi questi obiettivi, previsti dalla precedente giunta di centrosinistra e che erano il presupposto per la chiusura della discarica di Malagrotta. Mentre a Copenaghen da sabato scorso il nuovo termovalorizzatore ad emissioni zero offre una vertiginosa discesa libera con gli sci, a Roma purtroppo siamo costretti a fare gli slalom tra i rifiuti. La stagione della propaganda è finita, la sindaca Raggi e la giunta ascoltino sindacati, cittadini e opposizioni per addivenire a soluzioni realistiche per fronteggiare l'emergenza rifiuti senza dissipare il patrimonio umano e di professionalità di Ama e per dotare la città di impianti moderni per il trattamento dei rifiuti prodotti. Ama non può essere declassata ad azienda di raccolta dei rifiuti e Roma non può continuare ad alimentare le discariche e gli impianti di altre località italiane ed estere semplicemente perché non ritiene opportuno trattarle in proprio. Il decoro della capitale è una cosa seria e non merita di essere trattato ad uso e consumo del Salvini di turno e per azioni utili solo alla propaganda".