Roma, battibecco Fb tra il marito di Raggi e il presidente dell’Aula

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 18 mar. (askanews) - Che il marito della sindaca di Roma Virginia Raggi Andrea Severini sia un attivista di vecchia data M5S, che diffonde nelle chat cittadine e pagine Fb dei quartieri romani i post sui successi dell'amministrazione guidata da sua moglie, è cosa nota. E anche che sul suo profilo social riporti con grande orgoglio i risultati della Giunta capitolina. Qualche giorno fa su Fb aveva commentato con la parola "tristezza" il post in cui il presidente dell'Assemblea Capitolina M5S Marcello De Vito aveva condiviso l'approvazione rocambolesca della mozione a sua prima firma in cui si chiede la sospensione della direttiva Bolkestein per gli ambulanti romani in considerazione della legislazione nazionale che rende possibile la non messa a bando delle postazioni lanciata, invece, dalla prima cittadina della Capitale a sorpresa, sempre con un post Fb che aveva scatenato giornate di proteste e occupazioni delle istituzioni capitoline da parte degli ambulanti. De Vito dopo poco ha cancellato il commento.

Oggi, però, il marito della sindaca torna a commentare con la stessa parola "tristezza" l'annuncio Fb del presidente M5S dell'Assemblea Capitolina Marcello De Vito dell'invio di "una nota al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, allegando il testo della mozione a mia prima firma e a firma dei capigruppo di opposizione, approvata all'unanimità dall'Assemblea Capitolina lo scorso 12 marzo, chiedendo un'audizione e un parere urgente in merito all'applicazione del Decreto Rilancio". De Vito, questa volta, però non cancella e si lancia in uno scambio serrato col marito della Sindaca in cui gli spiega che la delibera in cui la sindaca annunciava la messa a bando delle postazioni era "un errore fatto disapplicando una legge Conte/M5S" e denuncia che "nella ormai consueta modalità 'annuncio su fb' e sulla pelle di una categoria (molteplice peraltro) di 12000 persone. Su questa cosa siamo in disaccordo, mi dispiace". Severini però non demorde e spiega che "l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) dichiara che sono illegittime. I lavoratori saranno garantiti, nessuno andrà per strada, verranno regolarizzate le licenze e TUTTI avranno DIRITTO e sarà cancellato questo vergognoso MONOPOLIO di poche famiglie a favore dei più. Il tuo gioco politico è chiaro, io mi vergognerei (le maiuscole sono nell'originale, ndr)". De Vito, da avvocato, gli controbatte "no Andrea, manca la pronuncia della Corte costituzionale". Severini tiene ancora il punto e, interpretando gli intenti della consorte, controbatte ancora "perché dici colpire? Questo giochetto non funziona caro Marcello. Nessuno vuole colpire le persone oneste che lavorano. Non fare il furbo". Il battibecco continua per oltre 30 repliche, ma l'ultima parola di Severini, nel frattempo attaccato da molti esercenti a rischio, è tagliente: "Ma se sei convinto dell'errore io non mi agiterei tanto allora. Sei un avvocato e sicuramente avrai ragione, o no?".